ClubClassic.net - Gay Web - Home

 

GayGate - gay web community
Entra nella web community, con schede e foto
di tutti gli iscritti.



Racconti Erotici:

le storie più intriganti e provocanti mai raccontate
 sul web.



Download:

scarica video simpatici,  
 curiosi ...e non solo!!!



  

 

 

 

 

Home

Catherine Deneuve: 
gli amori gay come gli altri   

E’ vero che ho dovuto fare a botte con la Ardant in una scena che finisce con un lungo bacio omosessuale, ma tutto sul set è preparato, nulla viene lasciato al caso. Baciare una donna al cinema non era la prima volta, credo che gli amori gay siano esattamente uguali agli altri nelle pulsioni, ma per me l’esperienza fisica in un film, con chiunque, mi lascia sempre la sensazione di un’intimità tradita.

Nonostante si sia fatta attendere per 45 minuti - speriamo non consumati nell’accostare l’arancione della giacca al viola della camicetta - Catherine Deneuve, assieme ad altre tre delle irresistibili «8 donne» del delizioso mistery-musical di Ozon, si è poi subito fatta amare.
Perché ha raccontato con simpatia i retroscena del film in cui appaiono in parità alcune delle dive divine del cinema francese.
«Il film ha il cast dei miei sogni - confessa il regista - l’ho diretto con energia, equità e democrazia».
«Naturalmente le liti tra le attrici sono solo nelle fantasie maschili, litigiosi sono gli uomini - dice la Deneuve -.
È vero che ho dovuto fare a botte con la Ardant in una scena che finisce con un lungo bacio omosessuale, ma tutto sul set è preparato, nulla viene lasciato al caso. Baciare una donna al cinema non era la prima volta, credo che gli amori gay siano esattamente uguali agli altri nelle pulsioni, ma per me l’esperienza fisica in un film, con chiunque, mi lascia sempre la sensazione di un’intimità tradita. E’ stato invece molto difficile spaccare una bottiglia in testa alla povera decana Danielle Darrieux». 
Il film, tratto da una commedia di Robert Thomas, autore che piaceva a Hitchcock, recitata anche in Italia nel ’62, ha avuto in Francia un primo weekend superiore anche ad «Amélie». Merito dei misteri dell’inconscio femminile? «A me i misteri, a chiunque appartengano, piace rimangano tali», afferma la Deneuve.
E poiché nel film tutte le attrici cantano, il regista spiega che ha anche voluto, in questo momento di orrori del mondo, offrire un sogno che si avvicinasse al cinema colorato degli anni ’50 e fosse un omaggio anche alle attrici in gara.  

Corriere della sera - 10 febb. 2002

Deneuve: «Icona gay, io?»   

Lei sa di essere una icona per il movimento gay?
« No, non lo sapevo. Io non ho mai avuto attrazione per una donna »

BERLINO — La sala stampa è stanca di aspettare: più di un'ora di ritardo sul previsto, Catherine Deneuve non si vede. Poi, alla fine, eccola. Catherine Deneuve, protagonista di “8 femmes” di Francois Ozon. Occhiali scuri, una camicetta viola e una giacca arancio. E' bellissima. 

E le domande si scatenano. Infinite, come se avesse vinto l'Orso d'oro. Su di lei, sul film, sulle altre sette donne che compongono lo straordinario cast, da Isabelle Huppert a Emmanuelle Béart, da Fanny Ardant a Virginie Ledoyen, che le siede al fianco. Saranno tante, le domande.
E proprio alla fine, quando le difese si sono allentate, si alza una ragazza con una vistosa parrucca violetta: «Madame Deneuve, sono della rivista "L'altro mondo", su travestiti e travestitismo. Dato che nel film interpreta quella meravigliosa scena lesbica con Fannny Ardant, puó darci qualche consiglio?». Lo chiede con gentilezza. Catherine Deneuve ribatte: «Non so che dire.
Io sono a favore della libertá di ciascuno, ma non saprei quali consigli dare, se non quello di cercare i propri gesti, il proprio modo di esprimere l'amore.
E quando vedo i travestiti in strada, mi dispiace per loro, perché mi sembra che non riescano a realizzare mai completamente il loro essere». La giornalista che ha fatto la domanda si chiama “Fraulein Kaiserin”, che suona come “signorina regina”, e organizza la sfilata del gay pride a Berlino. «Sono stata molto delusa dalla sua risposta», ha dichiarato in seguito. «Io volevo un consiglio per imitare il suo personaggio nella sfilata gay di giugno.
Lei ha capito un'altra cosa, e soprattutto ha parlato di travestiti e gay dall'alto in basso. Parlava come qualcuno che guarda i poveretti, i cani randagi».
Si alza una seconda giornalista: «Io sono di una rivista australiana.
Lei sa di essere una icona per il movimento gay?». E Catherine, ancora stupita: «No, non lo sapevo. Io non ho mai avuto attrazione per una donna», precisa. «Ma secondo me è esattamente la stessa cosa che provare attrazione per un uomo». 

di Giovanni Bogani , Il Giorno , 10 febbraio 2002

Aggiungi ClubClassic.net ai Preferiti Imposta ClubClassic.net come pagina iniziale