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NOVARA Domanda: «Come consideri un
omosessuale?». Risposte: «Sono persone come le altre»,
«E´ meglio che si suicidino», «Mi fanno schifo», «Li
ammazzerei tutti», «Non sono nè contro nè a favore»,
«Contento di non esserlo». Sono alcune delle opinioni
contenute in una rubrica del giornalino scolastico «Il
bradipo» che viene redatto all´Istituto per Geometri
«Nervi». L´articolo è stato scritto da due studentesse
che hanno raccolto i pareri dei compagni di scuola sull´argomento
«L´omosessualità». Qualche giudizio è positivo o indifferente
ma la maggior parte è molto dura, a partire dalle idee
espresse proprio dalle due autrici. A loro invia una
lunga e accorata risposta un gay (non frequenta la scuola
ed è venuto a conoscenza per caso del giornalino) che
ha scritto alla redazione de «La Stampa»: «Vi prego
di pubblicare questa lettera in modo che arrivi a quei
ragazzi e a quelle ragazze che hanno bisogno di non
sentirsi soli». E suggerisce all´istituto di organizzare
un incontro con un esperto che aiuti a capire che cosa
significa essere omosessuali. Le due studentesse aprono
il loro «pezzo» assicurando che non vogliono offendere
nessuno ma semplicemente illustrare le opinioni di tutti.
«Diciamoci la verità, oggi l´omosessualità è considerata
più che un problema uno stile di vita approvato dalla
nostra società - si legge sul giornalino -. Tutti ne
parlano come una cosa positiva, un modo per fare nuove
esperienze, un ampliamento del proprio `bagaglio culturale´.
Questa definizione sinceramente fa un po´ sorridere,
ma in realtà non è rivoltante vedere due persone dello
stesso sesso scambiarsi effusioni d´amore?! Per noi
due lo è, perchè tutta questa tolleranza verso `questo
stile di vita´ non ha portato il mondo che a toccare
il fondo dove non c´è più una netta distinzione tra
ciò che è il bene e ciò che è il male». E aggiungono:
«Al giorno d´oggi gli omosessuali sono accettati e largamente
approvati e a momenti siamo `noi´ i diversi che hanno
bisogno di adeguarsi al giusto modo di vivere. Ma siamo
noi che sbagliamo a pensare in questo modo oppure c´è
anche altra gente che non nega l´evidenza?». E via con
le interviste in classe. Nessun prof ha voluto dire
la sua, sottolineano le ragazze, mentre dagli studenti
sono usciti pareri contrastanti. Su dodici studenti
interpellati, uno se la cava con un «No comment» aperto
a ogni interpretazione, quattro esprimono idee positive
«Io ho due amici omosessuali e li trovo migliori degli
etero. Per me sono da ammirare» oppure indifferenti
«Ognuno può fare quello che vuole». Ma dagli altri escono
affermazioni molto forti e insultanti come «Li ammazzerei
tutti», «Fanno venire il nervoso `sti schifosazzi»,
«Sono contro». Poi l´articolo conclude: «Che dire di
più? Ognuno è libero di pensarla come vuole e noi abbiamo
solamente esposto il nostro parere. Speriamo di non
avervi annoiato ma magari di avervi divertito». La risposta
arrivata in redazione (per telefono l´autore ha chiesto
di mantenere l´anonimato) è quella di chi non si è divertito
per nulla: «Ci ho pianto per tre notti. Mi dicono di
suicidarmi come se già non ci pensassi abbastanza per
conto mio. Divertirsi per aver istigato qualcuno a togliersi
la vita non mi sembra esattamente una cosa da augurarsi.
Mi dicono che dovrebbero bruciarmi! Se avessero scritto
una cosa del genere riferita agli ebrei, ad esempio,
non credo che i professori avrebbero permesso che venisse
pubblicato. E´ indecente da parte degli insegnanti e
del preside che questo articolo sia uscito senza neanche
un commento». In effetti alla pagina precedente, un
docente della stessa scuola novarese era invece intervenuto
sul tema della donazione di sangue. Attraverso la lettera
al giornalino dei ragazzi, l´istituto «Nervi» viene
invitato a organizzare un incontro con un esperto per
parlare di omosessualità e rispetto del prossimo: «Caro
Bradipo, non hai la più pallida idea di cosa sia un
gay. Non sai che nessun omosessuale sceglie di esserlo.
Solo un bradipo di mente lo farebbe sapendo che al mondo
esistono persone come quelle che dicono la loro sulle
tue pagine. E non sai come reagisce di fronte al tuo
articoletto un giovane gay o una giovane lesbica nel
bel mezzo della ricerca della propria identità. Non
dici che ti fanno schifo i rapporti sessuali tra persone
dello stesso sesso, dici che ti rivoltano le `effusioni
d´amore´. Bene, hai ragione perchè d´amore si tratta,
non si perverse inclinazioni».
- Barbara Cottavozi -
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