ClubClassic.net - Gay Web - Home

 


Ami il Cinema???
Tutti i film che devi assolutamente vedere!!!


Gioca Subito e Vinci!

Suonerie e Loghi!


 

 

 

 

  Home

LA PUBBLICAZIONE ALL´IST. «NERVI» DI NOVARA
Un omosessuale scrive a «La Stampa»: «Ho pianto per tre notti. Perchè nessun professore ha sentito il bisogno di commentare?»

«I gay fanno schifo»
Scontro per l´articolo sul giornale scolastico


NOVARA 

Domanda: «Come consideri un omosessuale?». Risposte: «Sono persone come le altre», «E´ meglio che si suicidino», «Mi fanno schifo», «Li ammazzerei tutti», «Non sono nè contro nè a favore», «Contento di non esserlo».
Sono alcune delle opinioni contenute in una rubrica del giornalino scolastico «Il bradipo» che viene redatto all´Istituto per Geometri «Nervi». L´articolo è stato scritto da due studentesse che hanno raccolto i pareri dei compagni di scuola sull´argomento «L´omosessualità». 

Qualche giudizio è positivo o indifferente ma la maggior parte è molto dura, a partire dalle idee espresse proprio dalle due autrici. A loro invia una lunga e accorata risposta un gay (non frequenta la scuola ed è venuto a conoscenza per caso del giornalino) che ha scritto alla redazione de «La Stampa»:
 «Vi prego di pubblicare questa lettera in modo che arrivi a quei ragazzi e a quelle ragazze che hanno bisogno di non sentirsi soli». E suggerisce all´istituto di organizzare un incontro con un esperto che aiuti a capire che cosa significa essere omosessuali. Le due studentesse aprono il loro «pezzo» assicurando che non vogliono offendere nessuno ma semplicemente illustrare le opinioni di tutti. «Diciamoci la verità, oggi l´omosessualità è considerata più che un problema uno stile di vita approvato dalla nostra società - si legge sul giornalino -. 

Tutti ne parlano come una cosa positiva, un modo per fare nuove esperienze, un ampliamento del proprio `bagaglio culturale´. Questa definizione sinceramente fa un po´ sorridere, ma in realtà non è rivoltante vedere due persone dello stesso sesso scambiarsi effusioni d´amore?! Per noi due lo è, perchè tutta questa tolleranza verso `questo stile di vita´ non ha portato il mondo che a toccare il fondo dove non c´è più una netta distinzione tra ciò che è il bene e ciò che è il male». 
E aggiungono: «Al giorno d´oggi gli omosessuali sono accettati e largamente approvati e a momenti siamo `noi´ i diversi che hanno bisogno di adeguarsi al giusto modo di vivere. Ma siamo noi che sbagliamo a pensare in questo modo oppure c´è anche altra gente che non nega l´evidenza?». E via con le interviste in classe. Nessun prof ha voluto dire la sua, sottolineano le ragazze, mentre dagli studenti sono usciti pareri contrastanti. Su dodici studenti interpellati, uno se la cava con un «No comment» aperto a ogni interpretazione, quattro esprimono idee positive «Io ho due amici omosessuali e li trovo migliori degli etero. Per me sono da ammirare» oppure indifferenti «Ognuno può fare quello che vuole». 

Ma dagli altri escono affermazioni molto forti e insultanti come «Li ammazzerei tutti», «Fanno venire il nervoso `sti schifosazzi», «Sono contro». Poi l´articolo conclude: «Che dire di più? Ognuno è libero di pensarla come vuole e noi abbiamo solamente esposto il nostro parere. Speriamo di non avervi annoiato ma magari di avervi divertito». La risposta arrivata in redazione (per telefono l´autore ha chiesto di mantenere l´anonimato) è quella di chi non si è divertito per nulla: «Ci ho pianto per tre notti. Mi dicono di suicidarmi come se già non ci pensassi abbastanza per conto mio. Divertirsi per aver istigato qualcuno a togliersi la vita non mi sembra esattamente una cosa da augurarsi. Mi dicono che dovrebbero bruciarmi! Se avessero scritto una cosa del genere riferita agli ebrei, ad esempio, non credo che i professori avrebbero permesso che venisse pubblicato. E´ indecente da parte degli insegnanti e del preside che questo articolo sia uscito senza neanche un commento». In effetti alla pagina precedente, un docente della stessa scuola novarese era invece intervenuto sul tema della donazione di sangue. Attraverso la lettera al giornalino dei ragazzi, l´istituto «Nervi» viene invitato a organizzare un incontro con un esperto per parlare di omosessualità e rispetto del prossimo: «Caro Bradipo, non hai la più pallida idea di cosa sia un gay. Non sai che nessun omosessuale sceglie di esserlo. Solo un bradipo di mente lo farebbe sapendo che al mondo esistono persone come quelle che dicono la loro sulle tue pagine. E non sai come reagisce di fronte al tuo articoletto un giovane gay o una giovane lesbica nel bel mezzo della ricerca della propria identità.
Non dici che ti fanno schifo i rapporti sessuali tra persone dello stesso sesso, dici che ti rivoltano le `effusioni d´amore´. Bene, hai ragione perchè d´amore si tratta, non si perverse inclinazioni».

- Barbara Cottavozi -

La Stampa - 28 febb. 2002

Aggiungi ClubClassic.net ai Preferiti Imposta ClubClassic.net come pagina iniziale