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TORINO:
17° EDIZIONE FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FILM
GAY & LESBO

Da Sodoma a Hollywood

Torino, il mondo gay in 160 film
Nel capoluogo piemontese si svolge il più importante Festival di cinema dedicato al mondo omossessuale. Tanti gli omaggi, ma anche una sezione dedicata alle icone del mondo gay, da Madonna all'indimentica Marilyn.

MILANO - Ancora un anno e poi il Gay & Lesbian International Film Festival Da Sodoma a Hollywood (con questo nome è famoso all’estero anche se la denominazione ufficiale resta ancora quella logorroica di Festival Internazionale di Film con Tematiche Omosessuali Da Sodoma a Hollywood) diventerà maggiorenne. Nel frattempo il direttore artistico Giovanni Minerba presenta l’edizione n° 17 che si terrà nel capoluogo piemontese al Teatro Nuovo dal 24 aprile al 1° maggio prossimi e ci tiene a sottolineare come questa sia la prima edizione dopo l'importante riconoscimento, oltre al contributo,da parte del Dipartimento Cinema del Ministero dei Beni Culturali che lo ha segnalato come "una tra le più importanti manifestazioni cinematografiche italiane a livello internazionale.
Siamo di fronte al principale evento italiano gay, lesbico e transgender in campo cinematografico, vero e proprio appuntamento nazionale per le donne e gli uomini omosessuali che ne hanno fatto uno dei momenti fondamentali della loro affermazione di identità e della loro visibilità pubblica. Per capirne l’entità basta citare la cifra complessiva degli oltre 160 titoli in programma, con pellicole provenienti da tutte le latitudini, dall’Islanda al Brasile passando anche per il continente Africa, distribuite nelle varie sezioni. Si comincia con i 35 film del concorso divisi nelle tre sezioni Lungometraggi, Corto-mediometraggi e Documentari, tutti inediti per l’Italia e prodotti dopo l’anno 2000. A giudicarli sono chiamate tre distinte giurie internazionali incaricate di assegnare al Miglior Lungometraggio il Premio Ottavio Mai offerto dal canale satellitare Canal Jimmy (consistente in 3000 Euro), il Premio per il Miglior Cortometraggio offerto dal portale gay.it (consistente in 1500 Euro) e il Premio per il Miglior Documentario offerto dal festival (consistente in 1500 Euro). Una Giuria composta da un gruppo dei "Ragazzi del 2006" (di età compresa tra i 18 e i 22 anni) sarà invece chiamata ad assegnare il Premio al miglior Documentario, un’occasione per loro di avvicinarsi per la prima volta alle tematiche del festival.

A fianco sono previste le sezioni speciali come l’omaggio al poeta Sandro Penna ricordato attraverso la proiezione del cortometraggio di Ottavio Mai Più vivo di così non sarò mai (Italia, 1985); e sempre in tema di anniversari verrà ricordato anche il ventennale della scomparsa di Reiner Werner Fassbinder con la seconda parte della rassegna delle sue opere, rassegna iniziata già nell’edizione dello scorso anno del Festival torinese.

Un programma speciale di ben 8 proiezioni è dedicato all’Africa, sguardo "necessario" su una realtà difficile per le sue controverse egemonie culturali. Documentari televisivi prodotti in Sud Africa e nello Zimbawe per il progetto STEPS FOR mostrano sia cosa vuol dire "vivere" l'omosessualità nel continente nero ma soprattutto il "dramma AIDS". Uno spazio speciale è riservato al Canadian Filmmakers Distribution Centre (CFMDC), il centro che compie ora 35 anni e che fu fondato da quattro registi di Toronto, tra cui David Cronenberg, perchè i cineasti indipendenti e underground potessero finalmente avere una identità più visibile e quindi essere in grado di salvaguardare i propri diritti. Dal CFMDC arriva la serie di cortometraggi a tema omosessuale Heartbreak Homo Hotel sul tema della perdita, intesa come perdita di una propria cultura, di un proprio linguaggio, di membri della propria famiglia, degli amanti o dei compagni di vita.

I titoli di fiction più spettacolari e le produzioni più alternative sono raggruppate nelle tre sezioni Panoramiche anche queste divise in differenti categorie (Lunghi, Cortometraggi e Documentari) in base alla lunghezza delle pellicole o dei video. Qualche titolo per rendere l’idea: Marlene Dietrich: Her Own Song girato da J. David Riva, nipote della grande diva tedesca (Germania/USA, 2001), Tarik El Hob di Remì Lange (Francia, 2001), Friends in High Places di Lindsey Merrison (Germania/Svizzera, 2001), Julie Johnson di Bob Gosse (USA, 2000) e Giornidi Laura Muscardin (Italia, 2001). E ancora un viaggio attraverso le icone del mondo gay è programmato grazie a una videolettura di Salvo Guercio in cui si racconta la genesi della trasmissione televisiva Cocktail d'amore, da lui curata insieme a Marco Giusti. Videoclip e immagini inedite per meglio delineare i ritratti di personaggi come Patty Pravo, Grace Jones, Madonna, Raffaella Carrà, Loredana Berté e Amanda Lear. Ma l’icona per eccellenza cui viene dato il massimo tributo dall’edizione di quest’anno risponde al nome di Norma Jean Baker in arte Marilyn Monroe, di cui ricorre il quarantennale della morte. Film di culto firmati da Billy Wilder come The Seven Year Itch (USA, 1955) o come Some Like It Hot (USA, 1959) e documentari come Marilyn: Something's Got to Give di Henry Schipper (USA, 1990) o Norma Jean dite Marilyn Monroe di Andre Ramus e Marcia Lerner (Belgio, 1987) raccontato da Catherine Deneuve per rimembrare uno dei massimi miti del cinema del secolo scorso. Come da tradizione il festival nella sezione A volte ritornano ricorda gli omosessuali che hanno lasciato un segno importante nella storia del cinema. In quest’edizione viene ricordato il critico Giovanni Buttafava; alcuni dei suoi amici, scelti tra i critici italiani, sono stati invitati a proporre ciascuno un film come ricordo di Buttafava. Bisogna però ricordare che il Festival non è solo cinema e che sono previsti anche incontri letterari per approfondire l’apporto omosessuale, uno di narrativa dedicato a Pier Vittorio Tondelli e uno di poesia dedicato a Sandro Penna; e per presentare nuovi libri come il nuovo romanzo di Alessandro Golinelli e il recente saggio di Vincenzo Patanè Arabi e noi - Amori gay nel Maghreb stampato dalle Ed. DeriveApprodi. Non resta che ricordare che il Festival si apre con l’anteprima di Food Of Love che il regista spagnolo Ventura Pons ha tratto dal romanzo di David Leavitt Il Voltapagine e che è stato interpretato da Juliet Stevenson; mentre per la serata di chiusura è prevista la proiezione di 101 Reykjavik dell’islandese Baltasar Kormakur con Victoria Abril come protagonista, presto nelle sale italiane con il titolo 101 trasgressioni, in abbinamento con uno show tutto dedicato a Marilyn Monroe con scatenate drag-queen presentate da Paola Cortellesi.


A mi Madre le gustan las mujeres


Amores Possìveis


Borstal Boy


Drift


Mauvais Genres


The Perfect Son


Treading Water


The Trip


L.I.E.


Gypsy 83


Glaadiator


Schlorkbabies an der Raststätte


di Sandro Avanzo - Il Nuovo -11 aprile 2002

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