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TORONTO
– A 17 anni, un ragazzo canadese ha visto
riconosciuto dal Tribunale il diritto
di portare il proprio fidanzato al ballo
della scuola e festeggerà con lui il
diploma. Marc Hall, uno studente
all’ultimo anno delle superiori alla scuola
cattolica di Oshawa, vicino a Toronto, aveva
deciso di andare al ballo di fine anno,
che in Canada è un’occasione importantissima
per gli adolescenti, con il suo ragazzo,
Jean Paul Dumond, di 21 anni.
Non era d’accordo però il preside del suo
liceo, la Monsignor John Pereyma Catholic
Secondary School, che si era appellato al
proprio dovere di rispettare la visione
cattolica della vita e gli aveva imposto
di presentarsi da solo o, al più, con una
ragazza. Quando anche il consiglio regionale
delle scuole cattoliche ha ribadito il divieto,
Marc non si è arreso e, con il sostegno
dei suoi genitori, di molti movimenti gay
canadesi e anche del sindacato dei metalmeccanici,
si è appellato alla giustizia, per veder
riconosciuto quello che per lui era un diritto.
Poche ore prima del ballo, il giudice della
Corte Robert MacKinnon ha emesso la sentenza,
con cui obbliga la scuola ad accettare
Marc insieme al suo fidanzato e, per
evitare una scappatoia, aggiunge il divieto
di annullare la festa, scrivendo nella sentenza
che “Marc Hall è un cattolico canadese che
cerca di essere se stesso. È gay e la scuola
non può impedirgli di esprimersi, soprattutto
in un momento così importante della sua
vita”.
Durante la causa, l’avvocato della scuola
si è appellato al diritto della scuola di
difendere i propri valori e ha definito
Hall un cattivo esempio, che non poteva
essere avallato né tollerato il suo comportamento
esplicito. Da parte sua l’avvocato di Marc
ha ribadito che il divieto imposto dall’istituto
viola il Codice dei diritti umani dell’Ontario,
la legge sull’Educazione e il Codice provinciale
di condotta, che impediscono ogni discriminazione
sulla base dell’orientamento sessuale. Anche
il ministro dell’Industria Allan Rock
ha scritto una lettera al Consiglio d’istituto
chiedendo di togliere il divieto e ha definito
Marc “un esempio di giustizia sociale per
tutti i Canadesi”.
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Mark Hall e Jean Paul Dumond
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