FICTION: va di moda il mondo gay
Dal timido Romeo di
Commesse, fino al grande Nino Manfredi che interpreta un omosessuale alle prese con un fratello perbenista, è tutto un fiorire di
ruoli "omo", all'insegna del
"politically correct".
|

|
|
ROMA – La fiction italiana ha scoperto i
gay e ci si è buttata con l’entusiasmo tipico
delle novità. Non c’è sceneggiato televisivo che non abbia
almeno un personaggio omosessuale o che almeno non abbia dei dubbi sulla propria sessualità, presentato però sempre in versione garbata e "politically correct".
E se in Gran Bretagna ha successo la serie Queer as folk che per la prima volta parla dell’universo gay senza tabù e complessi, rischiando spesso e volentieri lo scandalo, da noi le figure sono ancora molto all’acqua di rose:
niente baci, solo qualche mossetta stereotipata e l’aria vagamente isterica contraddistinguono l’omosessuale della
fiction, dal timido Romeo (Franco
Castellani) di Commesse, al coraggioso e riservato (della sua vita privata non è mai ripreso nulla) agente Benvenuto di
Distretto di polizia, interpretato dal bel
Simone Corrente. Bandita qualsiasi trasgressione, particolari che potrebbero turbare (o far riflettere) le famiglie a casa. L’ultimo a cimentarsi in un ruolo “omo” è
Nino Manfredi nella fiction di Alberto Simone
"Difetto di famiglia" in onda si Rai Uno dal 19 maggio, dove interpreta “la pecora nera “ di una famiglia perbene rappresentata dal tradizionalista
Lino Banfi, per l’occasione con i capelli.
Le cose però stanno per cambiare. Sul satellite furoreggia
Gay tv, il primo canale con una programmazione non stop riservata al pubblico omo, mentre sta per arrivare anche da noi (la data è fissata per
il 13 maggio), sempre sul satellite il già citato
Queer as folk, dove i protagonisti sono un gruppo di giovani gay e per la prima volta si parla e ci sono scene esplicite di sesso che mostrano un volto meno perbenista ma sicuramente più vero di un universo complesso e tutto da conoscere
|