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   OMAGGI & RIMPIANTI

I successi, il coraggio dell'omosessualità, l'eclissi 

Da "Arrivederci" a "La musica è finita" i suoi brani segnano la canzone italiana


Umberto Bindi ha pagato sulla sua pelle il suo talento di anticipatore e il suo coraggio di manifestare la sua omosessualità. E' stato tra i primi nella musica italiana a conciliare strutture musicali complesse con testi poetici e a dare alla canzone una dignità che all'epoca dei suoi esordi ancora non gli veniva riconosciuta.
La convenzione lo inserisce tra i «cantautori», ma in realtà era un musicista di estrazione classica, un pianista dalla solida preparazione, che ricorreva a professionisti della parola, in particolare Giorgio Calabrese, per le sue composizioni. 
Era nato a Genova il 12 maggio del '33 (aveva quindi da poco compiuto 69 anni) e faceva parte di quel giro di artisti che hanno lasciato una traccia profonda nella storia della canzone italiana come Gino Paoli, Bruno Lauzi, Luigi Tenco, Fabrizio De Andrè. Al successo è arrivato nei primi anni Sessanta, dopo che un suo brano, I trulli di Alberobello, era stato cantato al Festival di Sanremo dal duo Fasano e Aurelio Fierro. Il vero successo arrivò nel '59 quando Don Marino Barreto jr interpretò Arrivederci, un brano scritto insieme al fido Giorgio Calabrese. L'anno successivo scrisse E' vero, la canzone con cui Mina esordì al Festival di Sanremo. Ma i primi successi personali sono Il nostro concerto, Se ci sei, Chiedimi l'impossibile. In quella stagione Bindi diventò un vero divo assumendo atteggiamenti per l'epoca scandalosi: si esibiva sui palcoscenici più prestigiosi indossando pellicce e senza nascondere la sua omosessualità: e proprio questi atteggiamenti lo portarono, in un'Italia ancora legata a valori tradizionali, a un progressivo isolamento nonostante le sue composizioni avessero fatto il giro del mondo incise da personaggi come Dionne Warwick e Tom Jones
Nel '67 Ornella Vanoni incise La musica è finita, forse l'ultimo momento di gloria prima dell'eclissi. Il suo è un caso unico di grande talento non riconosciuto e costretto negli ultimi anni a una vita quasi da pensionato. Non per niente il suo ritorno a Sanremo nel 1996 fu possibile solo grazie all'interessamento di Renato Zero e dei New Trolls che cantarono con lui Letti, la canzone scritta dal cantautore romano. Nello stesso anno è tornato a fare notizia perchè dichiarò al Costanzo Show la sua omosessualità e la solitudine di un uomo che aveva pagato il prezzo di una scelta difficile. Nonostante tutto accanto a lui sono rimasti alcuni amici come Gino Paoli, Renato Zero e Vittorio De Scalzi che hanno cercato di farlo uscire dall'autoesilio di Bracciano, un paese alle porte di Roma.

La vicenda personale ha finito per oscurare quella dell'artista dotato di un profondo senso della melodia e che non accettava le regole del gioco della canzone contemporanea.
Pochi mesi fa Bindi aveva attraversato un momento molto difficile: oltre alla debilitazione fisica dovuta all'applicazione di tre by-pass si trovava in gravi difficoltà economiche. Proprio per questo nell' aprile scorso gli furono riconosciuti i benefici della legge Bacchelli

Il Mattino di Padova - 26 maggio 2002 

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