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Secondo il leader della Quercia
«il governo fa scelte di rottura sul fronte della coesione sociale e delle libertà». Lo fa — secondo Fassino — il ministro
Moratti con la riforma della scuola che «rompe il sistema scolastico unitario», lo fa il ministro
Bossi, con la sua proposta per le famiglie, che esclude le coppie di
fatto, lo stanno facendo Bossi e Fini con la loro proposta
sull'immigrazione. |
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A rischio — secondo Fassino — è così anche
«quella libertà difficile che è la libertà affettiva e sessuale», una libertà che non è mai riconosciuta una volta per tutte, ma tende ad essere messa in discussisone».
Alla platea Fassino, primo segretario Ds a presentarsi al congresso Arci Gay, dice infine che bisogna rilanciare con forza la battaglia per le libertà civili, per ottenere pieno riconoscimento delle libertà affettive attraverso una lotta contro le norme discriminatorie.
Da oggi il congresso (150 delegati, età media sui 30-35 anni) entra nel vivo. Sul tappeto la relazione iniziale di
Sergio Lo Giudice, presidente della maggiore organizzazione omosessuale italiana, che punta a trasformare l'associazione in un
«sindacato gay», autonomo da ogni schieramento e partito, disponibile al confronto con tutti sui temi della parità dei diritti delle persone omosessuali.
«Andremo a misurare l'effettivo spirito liberale del governo Berlusconi.
Ci auguriamo che sia all'altezza della civiltà dei governi degli altri Paesi europei che ormai hanno in maggioranza riconosciuto la pari dignità e l'uguaglianza di diritti delle persone omosessuali».
Un primo segnale positivo, intanto, è arrivato da Roma. Al congresso,
Luigi Pelaggi, capo della segreteria tecnica del ministro delle Pari Opportunità, Stefania Prestigiacomo, ha annunciato la riattivazione della commissione Diritti e libertà.
La svolta sindacale dell'Arci gay non è andata a genio alla soubrette tv
Platinette, che con questa organizzazione ha sempre trovato da dire perchè troppo «politically correct»: «Non ho le etichette neppure sui vestiti, figuriamoci quelle di un sindacato...». Dell'onorevole
Franco Grillini, leader storico dell'Arci Gay, gli onori di casa. Invita i delegati a chiamarlo «Omorevole...».
(Silvano Cardellini) |