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«Sono
bisessuale, battagliera e contro guerre e
sessismi. L'amore per una donna o un uomo è
l'incontro tra libertà. Invito ad
abbandonare ogni paura». Lo ha detto
Gianna Nannini in un'intervista sul sito
internet gay.it.
«Trovo necessario e utile che gli
omosessuali manifestino nelle piazze»
- ha affermato la cantante -.
Ci sono ancora molte discriminazioni, nei
posti di lavoro, per esempio.
Io sono una inguaribile libertaria. Non
trovo interessanti alcune cose come la
formazione di una famiglia. Se i gay
vogliono farlo, va bene. A me non interessa
perpetuare altrove il ruolo della famiglia,
origine già di molti problemi. Sono
contraria al matrimonio. Trovo prioritarie
altre lotte di libertà». |


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«E' una vita che mi fanno le stesse domande
e si stupiscono delle risposte - commenta al
telefono -. In realtà per me il massimo
dell'erotismo in questo momento è il trio
che ho messo assieme per lo spettacolo che
debutta il 13 luglio a Toscolano Maderno
(Brescia) e il 14 all'Idropark Fila di
Milano: un batterista strafigo
austro-inglese Thomas Lang, una chitarra che
arriva da Brooklyn, John Caban e un
disegnatore di suoni al noise computer,
Christian Lohr che arriva da Monaco. Con i
quali propongo una versione "dance" di "Bello
e impossibile"».
Gianna
Nannini ha sempre rappresentato nel rock
italiano l'inquietudine. Da giovane ha
lavorato come operaia nelle fabbriche
dolciarie paterne di Siena perdendo un dito
della mano destra su un tagliere (suona
chitarra e tastiere con l'aiuto d’una
protesi).
Nel ’79 aveva scritto, nell'album «California»,
la canzone «America» dedicata all'autoerotismo
maschile e femminile. Versi espliciti: «Per
oggi sto con me, mi basto e nessuno mi vede,
e allora accarezzo la mia solitudine e
ognuno ha il suo corpo a cui sa cosa
chiedere».
E per togliere ogni dubbio, in copertina la
statua della libertà che stringe un
vibratore decorato a stelle e strisce. |