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ROMA -
Un maschio su tre è affetto dalla 'sindrome
di pollicino'. Ha, cioè paura di
mostrarsi nudo di fronte ad altri uomini allo
spogliatoio perché teme di non essere
abbastanza 'dotato'. Solo uno su cinque
è invece imbarazzato all'idea di mostrarsi
nudo davanti a una donna. Un disagio,
quello di mostrare i propri genitali, più
diffuso fra gli italiani maturi, tra i 46
e i 55 anni. Il dato emerge da
un'indagine condotta da psicologi e medici
dell'Associazione italiana per la ricerca in
sessuologia su 1.072 maschi 'over 18' (età
media 37,5 anni), con un titolo di studio
dalle elementari alla laurea, residenti al
nord, centro e sud Italia, presentata il 4
luglio a Roma.
"A farci indagare sul rapporto
personale degli italiani con il loro pene
- spiega il presidente dell'Associazione,
Franco Avenia - è l'improvviso aumento
delle richieste di ingrandimento. Da
questa indagine vediamo che l'interesse
dominante sembra essere quello di avere il
pene più lungo in relax, che in
erezione". Dalla ricerca emerge,
appunto, una diffusa 'sindrome di
pollicino': gli uomini "vivono
male le proprie dimensioni, e questo
nonostante in gran parte le giudichino nella
norma".
"Solo l'8 per cento dice di avere il
pene più corto del normale. Ben il 64
per cento degli intervistati è soddisfatto
delle dimensioni in relax e l'89 per cento
in erezione. Ma, alla fine, il 33 per cento
si vergogna di mostrarsi nudo a riposo
davanti ad altri uomini e il 20 per cento
davanti alla partner". Un aspetto
'sentito' dagli uomini, che nel 40 per cento
riferiscono di aver misurato la lunghezza e
nel 16 per cento la circonferenza.
Per il 40 per cento, inoltre, un uomo col
pene piccolo è più a rischio di essere
tradito (non lo pensa solo il 18 per
cento). E per il 52 per cento dimensioni
notevoli danno sicurezza nei rapporti
sociali. "Non si tratta di singoli
che non si accettano o di persone con un
problema oggettivo. Lo studio - sottolinea
Avenia - ci fa capire che c'è una
problematica di tipo sociale dietro queste
richieste. Molti, pur ritenendosi normali,
non sono soddisfatti. E nell'immaginario
maschile questo aspetto ha una rilevanza
inattesa in una società evoluta come
riteniamo sia la nostra".
Gli uomini non si spaventano davanti al
bisturi. Il 19 per cento sarebbe
orientato ad un intervento chirurgico di
ingrandimento (il 40 per cento della
lunghezza, il 48 per cento di lunghezza e
circonferenza e il 12 per cento solo di
circonferenza). Ma man mano che aumenta il
livello degli studi scende la propensione ad
un'operazione. Fra le altre informazioni
emerse dalla ricerca, c'è anche il dato
sulla salute: il 41 per cento dichiara
disfunzioni sessuali, per lo più
eiaculazione precoce ed impotenza.
Inoltre, l'86 per cento degli intervistati
si è dichiarato eterosessuale, il 5
per cento omosessuale e il 7 per
cento bisessuale (il 2 per cento era un
campione mirato di omosessuali).
"Un dato rilevante, quello sui
bisessuali - dice Avenia - che andrebbe
confermato da ulteriori ricerche".
L'indagine sarà diffusa ufficialmente a
Trieste domani, al Congresso della Società
italiana di chirurgia genitale
maschile. |