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Un uomo su tre si vergogna del proprio pene

 

Lo rivela una ricerca presentata a un convegno dell'Associazione italiana per la ricerca in sessuologia a Roma. Il 30 per cento dei maschi ha paura di mostrarsi nudo, specie di fronte ad altri uomini. 
Inoltre, l'86 per cento degli intervistati si è dichiarato eterosessuale, il 5 per cento omosessuale e il 7 per cento bisessuale (il 2 per cento era un campione mirato di omosessuali)

ROMA - Un maschio su tre è affetto dalla 'sindrome di pollicino'. Ha, cioè paura di mostrarsi nudo di fronte ad altri uomini allo spogliatoio perché teme di non essere abbastanza 'dotato'. Solo uno su cinque è invece imbarazzato all'idea di mostrarsi nudo davanti a una donna. Un disagio, quello di mostrare i propri genitali, più diffuso fra gli italiani maturi, tra i 46 e i 55 anni. Il dato emerge da un'indagine condotta da psicologi e medici dell'Associazione italiana per la ricerca in sessuologia su 1.072 maschi 'over 18' (età media 37,5 anni), con un titolo di studio dalle elementari alla laurea, residenti al nord, centro e sud Italia, presentata il 4 luglio a Roma. 

"A farci indagare sul rapporto personale degli italiani con il loro pene - spiega il presidente dell'Associazione, Franco Avenia - è l'improvviso aumento delle richieste di ingrandimento. Da questa indagine vediamo che l'interesse dominante sembra essere quello di avere il pene più lungo in relax, che in erezione". Dalla ricerca emerge, appunto, una diffusa 'sindrome di pollicino': gli uomini "vivono male le proprie dimensioni, e questo nonostante in gran parte le giudichino nella norma". 

"Solo l'8 per cento dice di avere il pene più corto del normale. Ben il 64 per cento degli intervistati è soddisfatto delle dimensioni in relax e l'89 per cento in erezione. Ma, alla fine, il 33 per cento si vergogna di mostrarsi nudo a riposo davanti ad altri uomini e il 20 per cento davanti alla partner". Un aspetto 'sentito' dagli uomini, che nel 40 per cento riferiscono di aver misurato la lunghezza e nel 16 per cento la circonferenza. 

Per il 40 per cento, inoltre, un uomo col pene piccolo è più a rischio di essere tradito (non lo pensa solo il 18 per cento). E per il 52 per cento dimensioni notevoli danno sicurezza nei rapporti sociali. "Non si tratta di singoli che non si accettano o di persone con un problema oggettivo. Lo studio - sottolinea Avenia - ci fa capire che c'è una problematica di tipo sociale dietro queste richieste. Molti, pur ritenendosi normali, non sono soddisfatti. E nell'immaginario maschile questo aspetto ha una rilevanza inattesa in una società evoluta come riteniamo sia la nostra". 

Gli uomini non si spaventano davanti al bisturi. Il 19 per cento sarebbe orientato ad un intervento chirurgico di ingrandimento (il 40 per cento della lunghezza, il 48 per cento di lunghezza e circonferenza e il 12 per cento solo di circonferenza). Ma man mano che aumenta il livello degli studi scende la propensione ad un'operazione. Fra le altre informazioni emerse dalla ricerca, c'è anche il dato sulla salute: il 41 per cento dichiara disfunzioni sessuali, per lo più eiaculazione precoce ed impotenza.
Inoltre, l'86 per cento degli intervistati si è dichiarato eterosessuale, il 5 per cento omosessuale e il 7 per cento bisessuale (il 2 per cento era un campione mirato di omosessuali).
"Un dato rilevante, quello sui bisessuali - dice Avenia - che andrebbe confermato da ulteriori ricerche". L'indagine sarà diffusa ufficialmente a Trieste domani, al Congresso della Società italiana di chirurgia genitale maschile. 

Il Nuovo - 4 luglio 2002  


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