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«Niente Gay Pride nei giorni del Santo»: secondo
Alleanza Nazionale e Azione Giovani la manifestazione omosessuale in programma dal
4 all'8 giugno (in coincidenza con la "tredicina antoniana"),
«va spostata per rispetto delle sensibilità morali, culturali e religiose dei cittadini e dei fedeli». L'hanno ribadito il capogruppo comunale di An
Gabriele Zanon, assieme ai presidenti di Azione Giovani,
Enrico Pavanetto, e di Azione Studentesca, Tomat Tonucci. |

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«Noi rispettiamo gli omosessuali» è la tesi di Zanon «perché loro non dovrebbero rispettare noi?
Il Gay Pride a Padova coincide con la più importante festa religiosa della città, è veramente troppo.
Siamo in presenza di un'autentica provocazione, quindi l'evento va posticipato».
Dello stesso parere il presidente dei giovani di destra: «Per noi è impossibile restare a guardare senza gridare il nostro dissenso, soprattutto dopo la drastica presa di posizione di Forza Nuova, pronta a fermare il corteo con la forza. Noi, invece, crediamo nel confronto civile e nella libertà di espressione: proprio per questo chiediamo lo slittamento della manifestazione».
A questo scopo An e Azione Giovani raccoglieranno le firme a sostegno di una petizione popolare rivolta al Parlamento, al prefetto e alle autorità locali: l'obiettivo è di predisporre
«strumenti legislativi utili a regolamentare delle giornate omosessuali, a garanzia delle libertà civili sancite dalla Costituzione».
«Vogliamo evitare» dicono i seguaci di Fini «che si ripetano episodi di denigrazione e oscenità, il nostro intento è di garantire l'armonia e la convivenza civile nel rispetto di problematiche che, come la sessualità, riguardano la sfera individuale e privata e non devono essere oggetto di strumentalizzazione».
La raccolta di firme, che avrà i suoi check-point nei banchetti di An in piazza della Frutta e piazza Garibaldi,
comincia domani per proseguire fino alla vigilia del Gay Pride. Infine, i giovani di An si dicono «perplessi» per il silenzio del magistero religioso: «E' davvero preoccupante» dichiara Pavanetto «che
il vescovo Mattiazzo non abbia ancora assunto una posizione "forte" in merito. Che aspetta a dire qualcosa come difensore della Chiesa?».
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