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Essere gay: una realtà che non lascia indifferenti.
La gente si schiera, parla e sparla. Pronta nella critica e svelta nel giudizio, con la stupida certezza di chi parla «dalla parte giusta», con ironia, sarcasmo e cattiveria, sentendosi arbitro in terra del bene e del male.
Eppure la condizione gay è una realtà e come tale la ritroviamo sulla rete, vivace e intraprendente.
Considerata per molto tempo come una malattia, infatti è solo recentemente che l'omosessualità non occupa più nessuna casella diagnostica nel DSM-IV, la «Bibbia» che classifica tutte le patologie mentali. Così, se la comunità scientifica ha demedicalizzato l'omosessualità, non altrettanto si può dire della società civile che continua a ripetere e riciclare i vecchi stereotipi di rifiuto e discriminazione della condizione omosessuale.
In altre parole se ufficialmente l'omosessualità è stata «depenalizzata», rimane per i più una
realtà difficile da accettare se non turandosi il naso e guardando dall'altra parte.
Questa situazione, in parte dovuta ai vari moralismi clericali che si sono stratificati nelle coscienze delle nostre più importanti figure di riferimento, è resa ancora più misteriosa dalla mancanza di visibilità del mondo gay.
Cosa vuol dire «gay»? Quante volte si è sentito formulare questa domanda? Può essere considerata gay qualsiasi persona attratta fisicamente ed emotivamente da un'altra dello stesso sesso. Questo ermetismo semantico non facilita la comprensione della condizione omosessuale. L'uso dell'inglese poi aumenta il grado di estraniazione e di separazione dalla realtà, lasciando libera la fantasia, suscitando più l'idea di perversione che non allegria, come vorrebbe alludere la parola stessa.
Ma se nella realtà la condizione gay è ancora molto spesso un mondo nascosto, la realtà virtuale brulica di attività e iniziative. La capillarità della rete e l'anonimato riservato agli utenti ne fanno il mezzo ideale per informare, distrarre, offrire servizi e quant'altro possa essere utile o divertente.
I siti per gay o lesbiche sono numerosi e dedicano sempre molto spazio alla cultura, informazione e prevenzione contro l'Aids. Sono ancora molto recenti i tempi in cui l'Aids era considerata come la peste del secolo e l'opinione pubblica organizzava orribili crociate contro gay e lesbiche.
Attualmente la polemica si è spostata su altri temi. Il clima di maggior tolleranza rispetto al passato ha permesso a molti gay o lesbiche di dichiararsi pubblicamente e di vivere più serenamente la propria condizione. Questo
«coming out» è, da una parte lo specchio di una maggiore consapevolezza e stima della propria identità, e dall'altra, un segnale che la società è cambiata.
La prossima battaglia si svolgerà sul fronte dei diritti
civili. Il matrimonio di coppie gay o lesbiche in Italia è ancora una chimera e la relativa giurisprudenza tutta da scrivere. La rete è lo specchio reale della nostra società. È anche un mezzo formidabile per farsi conoscere e quindi può diventare un'arma vincente sul cammino verso l'integrazione.
Diteci come la pensate o, se state vivendo questa condizione, qual è la vostra esperienza.
( Per esprimere la tua opinione: staff@clubclassic.net
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