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Gay Pride come Love Parade?
In comune qualcosa lo hanno. Entrambe le manifestazioni sono l’espressione di un desiderio di libertà, l’unione di migliaia di anime che almeno per un giorno , possono condividere gioie, piaceri, emozioni, rimanendo nella legalità non debbono rendere conto a nessuno, senza sottomettersi a ipocriti perbenismi, possono esprimere, magari urlare, ciò che è dentro di loro, esternare quell’energia che in altre situazioni potrebbe spaventare o comunque dare fastidio.
Eppure lo dice la parola stessa, Love Parade, la parata dell’amore, ed i gay non combattono forse perché si vuole limitare la loro possibilità di amarsi? |
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POUT-POURRY
- il Pride: la grande festa di tutti
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I centri sociali, le tute bianche, i circoli ARCI, le organizzazioni religiose, i partiti e i movimenti, i locali, le radio, le televisioni, i giocolieri, le
drag-queen, le persone in carrozzella, le professoresse, gli idraulici, i transessuali, le nonne, gli Eurodeputati, gli sposati, le famiglie di fatto, le famiglie di Foggia, i ballerini, le parrucchiere, i
leather, gli innamorati, gli imprenditori, le “non dite a mia mamma che sono lesbica” a caratteri cubitali, i verdi, i rossi, gli arcobaleni, le farfalle, i palloncini, i sorrisi, gli applausi, le emozioni, i binocoli, i fischietti, le girandole, le bandiere, gli striscioni, i tacchi a spillo, le lattine di birra, i dreadlocks, le ciglia finte, le moto, i fiori, le mamme e i papà, i diritti, gli storti, la musica, la danza, gli hop-hop-hop……. NOI |