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COME LE PUTTANE

 

"Abbiamo coronato un sogno!" Iniziano così i tanti articoli apparsi in una moltitudine di rotocalchi sul "matrimonio" di Alessio e Christian, officiato nella sede del Consolato di Francia a Roma, grazie alla legge francese del Pacs.
Certamente se coronare un sogno significa aderire a questo patto allora i due  uomini hanno fatto centro. Ma, nonostante la mia approvazione, questo tipo di matrimonio lascia il tempo che trova. Fa notizia per qualche giorno, suscita sentimenti diversi tra l'opinione pubblica: dall'ammirazione e commozione, alla compassione e disgusto da parte dei soliti "benpensanti e porporati".
Poi tutto finisce e se, per caso, tra un paio di mesi incontreremo per strada Alessio e Chistian, nessuno li riconoscerà. Del resto ritengo  che l'unione di qualsiasi coppia valga soprattutto per i due,  che poi sia riconosciuta o no dalla gente ha poca importanza.
Quello che, invece, conta è che siano le istituzioni a rendersi sensibili a tale riconoscimento assicurando gli stessi diritti come per le coppie eterosessuali.
Se, poi, nel tempo futuro -anche lontano- davanti al mondo intero Alessio e Christian (o chi come loro) potranno camminare mano nella mano, abbracciarsi teneramente e baciarsi anche di fronte ai bambini come fanno gli eterosessuali, scambiarsi  moine, affettuosità,  vivere e abitare in qualsiasi quartiere di un qualsiasi posto di questa terra , camminare liberamente  tra la gente comune senza sentirsi dire "a froci" o, come si dice nel catanese,  "vadda di  puppi", e fare tante, tante altre cose che le cosiddette coppie "normali" fanno senza remore alcuna, forse allora ce l'avranno fatta , ce l'avremo fatta!
In definitiva l'essere accettati  (anche se questa parola mi fa venire il voltastomaco, poiché l'omosessuale così come l'eterosessuale non ha bisogno di essere accettato da nessuno) dipenderà solo da una cultura che guardi al di là di tutto ciò che, per tradizione, storia e dogma è stato omologato, nel tempo, come normale. Ma questo è difficile, molto, molto difficile che accadrà. Si dovrebbe capovolgere il mondo intero!
Pensate,  sono stato al Maurizio Costanzo Show nel '99 per raccontare la mia storia di omosessuale sposato, che dopo aver preso coscienza della sua sessualità e condizione, decide di percorrere la propria strada. A distanza di ben 4 anni, varie emittenti televisive mi chiamano ancora per raccontare questa noiosissima storia, segno che nulla è cambiato, e sono sicuro che farmela  raccontare ancora serva solo a fare alzare lo share di qualche percentuale. E quando vi partecipo, ogni volta, puntualmente, alle parole "padre, scrittore, omosessuale" pronunciate dal conduttore di turno, sento il solito brusio nella platea, stupita ed esterrefatta.
Questo mi fa riflettere e mi domando spesso se tutte queste "comparsate" siano servite nei vari anni a qualcosa. Ne dubito fortemente. E allora nasce in me una condizione di impotenza,  perché non so quale sia il modo per   ficcare nella testa della gente un concetto tanto semplice e cioè che il giudicare una persona che ha emozioni, sensibilità, dignità uguali a quelle di tanti altri, solo in virtù delle scelte sessuali fatte nella sua intimità, è veramente da OTTUSI.
Cosa mai dovrebbe temere una  persona che, ad esempio, semplicemente conversa con un gay? Che non sia all'altezza? Che parli solo di omosessualità? Che sculetti e che all'improvviso -trattandosi di un uomo- monti su di lui? O che tenga  rossetto e cipria nelle tasche?
Povero cretino se pensa tutto questo!!!
E quante volte abbiamo sentito la frase- " Ah, io contro i finocchi non ho niente,  basta però che mi stiano lontano, che non mi importunino"- Come se, ad ogni angolo della strada ci fosse un gay pronto ad aggredirti e saltarti addosso ad importunarti.
Ma ci vuole così tanto a capire che ciò che tutti, eterosessuali, omosessuali ed intera popolazione terrestre, ci portiamo addosso, altro non è che il frutto delle ideologie costruite da alcuni uomini per sottomettere, sfruttare, plagiare, egemonizzare i propri simili con le violenze fisiche e psicologiche più efferate?
Penso sia proprio ora di finirla di parlare di omosessualità, di gay pride e di tutte queste cazzate per dimostrare alla gente la nostra normalità. Non dobbiamo dimostrare niente a nessuno !!!
Parte dell'umanità, invece di pensare ai gay, pensi piuttosto alle proprie miserie e alle  miserie morali e materiali che attanagliano l'uomo da sempre, ora più che mai in uno scenario mondiale da rabbrividire dove ti è perfino impedito di pensare al futuro da  "coglioni imperialisti" che, non curandosi della volontà popolare, esercitano un potere supportato solo dalla forza militare per essere i padroni del mondo, violando la libertà individuale e quelle di intere popolazioni.
Finiamola, è tutto inutile!
Tanto i gay sono come le puttane: esistono da sempre, e sempre esisteranno!!!
 
 

Riccardo Di Salvo - www.riccardodisalvo.it -  31 Marzo 2003  


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