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ROMA - Novecento pagine, con 78 parole-chiave con le voci su omossessualità,
prevenzione e sesso sicuro. Ma il dizionario etico del Vaticano che sarà in
libreria a giorni, è destinato a fare polemiche fuori dalla Santa Sede e già ha suscitato qualche perplessità all'interno. In particolar modo nell'affrontate l'argomento omosessualità:
"L'omosessualità - secondo il dizionario - non ha alcun valore
sociale", è "un intrigo psichico che la società non può
istituzionalizzare"; bisogna smettere di "stigmatizzare tutti quelli che si interrogano sulla omosessualità" tacciandoli di
"omofobia".
Un modo di affrontare l'argomento del Lexicon vaticano sul quale sarà difficile sorvolare. Le 78 parole-chiave sono analizzate dal Pontificio consiglio per la famiglia per il significato
"ambiguo" nell'uso che ne fanno parlamenti e organismi culturali e internazionali "quando discutono e legiferano sui temi della famiglia e della vita".
Alla voce "omosessualità e omofobia" (il Lexicon è organizzato per definizioni accompagnate da una breve trattazione analitica) si può leggere che
"oggi, con il pretesto del diritto alla differenza, gruppi di pressione spesso molto forti spingono per il riconoscimento
legale" delle coppie omosessuali e del diritto per loro alla adottabilità dei bambini.
"Omofobia" secondo il dizionario è invece il
"termine usato per stigmatizzare tutti quelli che si interrogano sulla omosessualita" dal punto di vista sociale e morale. "I sistemi sociali e gli individui eterosessuali", rimarca , sono spesso spinti a un "senso di colpevolezza di fronte alla omosessualità" tanto che l'interrogarsi su di essa è
"assimilato a un delitto, il delitto dell'omofobia".
Invece per il Vaticano l'omosessualità, "quando la si vuol legittimare senza discernimento alcuno, ma reagendo solo alle affermazioni dei gruppi di pressione, pone numerosi
problemi"; é comunque una condizione che "non ha alcun valore
sociale" e rimane un "intrigo psichico che la società non può
istituzionalizzare". Il riconoscimento delle coppie gay cioé é frutto di un atteggiamento "eticamente fragile" e di una "ragione incoerente", visto che "la società non può istituzionalizzare qualsivoglia realtà sessuale, senza tenere conto della realtà oggettiva" del modello di coppia "universale" basato su un uomo e una donna. Il Lexicon bolla quindi come
"visione suicida" delle "società
occidentali" la tensione a conferire "determinazione oggettiva" a tutte le "attitudini soggettive" anche in materia sessuale.
Sul sesso sicuro, invece, la condanna è meno radicata, ma viene contestata in specie la fondatezza del "sesso-sicuro": secondo il Pontificio consiglio per la famiglia non è altro che il frutto di un "battage mediatico" che "si basa in realtà sull'occultamento di verità scientifiche riconosciute": è cioé del fatto che il rischio di fallimento nella protezione da preservativo si attesta su un elevatissimo 10 per cento, come si desume dai "test su resistenza, impermeabilità e affidabilità".
Dietro la campagna per il "sesso-sicuro" a giudizio del Vaticano si cela
"l'estrema redditività commerciale" della diffusione dei preservativi sia tra gli etero che tra gli omosessuali, con
l' "incentivo al consumo" di un prodotto il cui "tasso di sicurezza" contro l'Aids è tutto da dimostrare.
Il dizionario etico è stato fortemente voluto dal cardinale Alfonso Lopez Trujillo, ma ha già suscitato perplessità all'interno della Santa Sede:
non lo ha pubblicato la Libreria editrice vaticana, bensì i Dehoniani, editrice cattolica ma "esterna".. Altro elemento di perplessità riguarda i tempi, con un dotto
Lexicon che esce nei giorni della guerra, quando l'attenzione del Papa e della Chiesa è focalizzata
su cose ben più serie. Fatto sta che per il poderoso documento non è per il momento prevista nessuna presentazione pubblica in sala stampa vaticana.
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