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TORINO. Compie la maggiore età il Festival
Internazionale di Film con tematiche
omosessuali «da Sodoma a Hollywood»
di Torino, che quest' anno si tiene dal
17 al 25 aprile. Un festival che è
riuscito a sopravvivere ai tanti problemi
dovuti ai finanziamenti, ma anche alle tante
polemiche.
Tutti i film dei quattro concorsi (12
lungometraggi, 12 cortometraggi,
11 documentari e 6 lungometraggi-video),
inediti in Italia, verranno giudicati da
quattro giurie di esperti: quella dei
lungometraggi è formata da Barbara Alberti,
Edorado Bruno, Giulia Carluccio, Aurelio
Grimaldi, Luca Guadagnino.
Oltre ai quattro primi Premi Ottavio Mai, è
previsto anche un Premio del Pubblico.
«La nostra è una specie di ossessione - ha
detto Giovanni Minerba, ideatore e
direttore del Festival - quella del cinema,
quella del desiderio di farci ossessionare dai
film, di lasciarci conquistare da opere che
riescono a raccontare e fotografare l'
avventura della nostra vita». Per festeggiare
i 18 anni, è nata una nuova sezione «Europa
mon amour», dedicata alla riscoperta di
film di produzione europea che affrontano temi
legati alla cultura omosessuale e che quest'
anno si intitola «Mostri e vampiri». Ci
saranno poi una retrospettiva dedicata a
Jean Cocteau, «un uomo che veniva
considerato furbo - dice Minerba - ma che
invece è stato un meraviglioso naif, ingenuo e
creativo fino alla fine»; e una, nella sezione
«Icone» dedicata a Brigitte Bardot,
da sempre uno dei personaggi più amati e
discussi dalla comunità gay, ma anche dai
cinefili di tutto il mondo. Per la sezione
Eventi Speciali, ci saranno gli Omaggì al
regista argentino, di origine italiana,
Oskar Aizpeolea, a Margherite Yourcenar,
ad Anna Magnani e a Tennesse
Willimas.
In tutto saranno proeittati più di 150 film,
tra cui si segnalano: quello che inauguerà la
kermesse, «Los Novios bulgaros» di
Eloy de la Iglesias, pioniere del cinema
omosessuale spagnolo, la cui figura è
paragonabile per certi versi a quella di
Pasolini ; e quello programmato in chiusura, «Per
finta di niente», di Marco Mattolini,
una favola d' amore metropolitana, una
commedia italiana, ma non all' italiana, un
atto d' amore verso il teatro ed una garbata
critica alla televisione, interpretata da
Remo Girone, per la prima volta in un
ruolo gay, Dennis Fasolo, Giulia
Montanarini, Leo Gullotta, Bruno Gambarotta e
Giuliana Calandra.
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