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WASHINGTON –
Legalizzare l’omosessualità equivale a rendere legittimi anche “prostituzione, adulterio, necrofilia, sesso con animali, incesto e
pedofilia”. Chi si è sorpreso per la sortita anti-gay del senatore Rick Santorum , può trovare conferma che un certo tipo di idee sono molto diffuse tra i repubblicani americani, leggendo un documento firmato da
Bill Pryor, il procuratore generale dell’Alabama, che il
presidente Bush ha nominato di recente tra i giudici della corte
federale.
Non più tardi del 18 febbraio, Pryor, insieme ai suoi omologhi del Sud Carolina e dello Utah, prese in esame il caso della legge anti-sodomia del
Texas, su cui si deve esprimere la Corte suprema , e stilò un documento finale, che per prima porta la sua firma.
Secondo i tre procuratori, la legge, che vieta i rapporti sessuali tra persone dello stesso sesso, non discrimina “l’orientamento sessuale”, ma solo “gli atti”; per questo motivo non è in contrasto con la Costituzione, che difende le persone e non i comportamenti, “storicamente riconosciuti come sbagliati”.
Da questa posizione, quindi, Pryor arriva a scrivere che concedere a ognuno il diritto di “scegliersi un partner” e la maniera di “unirsi sessualmente” equivale a dare il via libera a comportamenti come
“prostituzione, adulterio, necrofilia, zoofilia, pornografia infantile, e perfino incesto e pedofilia (se si riuscisse a provare che il minore è
consenziente)”.
Alabama, Utah e Sud Carolina fanno parte dei tredici stati
Usa, in cui sono in vigore leggi contro la sodomia e, se la Corte suprema giudicherà incostituzionale la legge del Texas, anch’essi dovranno emendare le proprie. Per quanto riguarda Pryor, invece, Bush junior lo ha nominato giudice dell’undicesima sezione della Corte d’appello di Atlanta, ma deve ancora ricevere la ratifica del Senato. I gruppi per i diritti di gay e lesbiche, compresi quelli vicini alla destra come i Log cabin republicans, si oppongono alla nomina e puntano sull’opposizione democratica e sulle frange più moderate dei conservatori.
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