|
CANNES - La Palma d'oro vola negli Stati Uniti: il film
Elephant, di Gus van Sant, ha vinto la 56esima edizione del Festival di Cannes. Il regista americano si è aggiudicato anche il premio per la miglior regia. Due nomi, invece, per il premio al miglior attore, attribuito ex aequo ai protagonisti del film turco
Uzak (vincitore del Gran Premio della Giuria),
Muzaffer Ozdemir e Mehmet Emin
Toprak, mentre per la migliore interpretazione femminile ha vinto
Marie-Josée Croze, protagonista del film
Les invasions barbares, al quale è andato anche il premio per la miglior sceneggiatura, firmata da
Denis Arcand. Il Premio della Giuria è andato invece a
At Five in the Afternoon, di Samira Makhmalbaf, ambientato nell'Afghanistan del dopo-talebani.
A mani vuote dunque Lars von Trier con il superfavorito
Dogville, battuto da un film, come Elephant, nato come una produzione a basso costo per un canale televisivo, che invece ha sbaragliato tutti gli altri diciannove concorrenti. Film di denuncia, duro e tutto americano, Elephant si ispira alla
sparatoria avvenuta nel 1999 nella Columbine High School di Denver (come il discusso Bowling for Columbine di Michael Moore)e racconta una giornata di violenza all'interno di un liceo americano.
Poche le previsioni rispettate, soprattutto per quel che riguarda i premi agli attori, che spesso rappresentano una compensazione ideale per maestri celebrati ai quali è sfuggito, però, il massimo alloro. Niente da fare per
Charlotte Rampling (La piscina), Nicole Kidman (Dogville),
Philippe Noiret (Les cotelettes), Neri Marcoré (Il cuore altrove). Premiati invece, ex aequo, i due protagonisti del film turco Uzak. Il risconoscimento è particolarmente
toccante perché uno dei due, Toprak, è morto durante le riprese. Marie-Josée Croze si è invece aggiudicata quello per la migliore interpretazione femminile, come protagonista de Les invasiones barbares, di Denys Arcand, sequel ideale, a distanza di 17 anni, de Il declino dell'impero americano.
Nonostante il successo registrato sulla croisette, nulla è andato a
Il cuore altrove di Pupi Avati, che si è detto "rammaricato per non aver vinto nulla malgrado l'accoglienza trionfale del pubblico che ha applaudito il film per dieci minuti: una cosa - ha aggiunto il regista - di cui la giuria sembra non aver tenuto conto".
Il rito della premiazione si è consumato sul palcoscenico del teatro
Claude Debussy, maestra di cerimonie Monica Bellucci in abito bianco e rouches, che ha via via intodotto attori, attrici e registi con il compito di annunciare e premiare i vincitori. E nei ringraziamenti di rito non sono mancati riferimenti all'attualità e alla politica. "Non vorrei essere presidente in un mondo in cui la persona più importante è il presidente Bush" ha detto la giovane regista Samira Makhmalbaf, con riferimento al suo film,
At five in the afternoon, che racconta di una donna che vuole diventare presidente nell'Afghanistan del dopo-talebani.
|