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BARI - Via al BariPride 2003 fra suoni, balli e palloncini rossi a forma di cuore. L'orogoglio gay è tornato a sfilare e, esultano gli organizzatori, "un successo così non si era mai visto":
"siamo almeno 30mila".
Un centinaio di carri colorati attraversano la città: al corteo partecipano gay, transessuali e lesbiche provenienti da ogni parte d' Italia, anche delegazioni di Grecia, Gran Bretagna, Francia, Germania, Turchia, Albania e Australia. Madrina della manifestazione
Vladimir Luxuria che distribuisce baci e sorrisi dal primo carro che avanza in testa al corteo animato. Sfilano ballando transessuali in abito da sera, elegantissimi e sexy mentre folle di curiosi si sono assiepate lungo tutto il percorso.
Ma non sono mancati momenti di tensione quando alcuni giovani hanno
lanciato uova e pomodori contro alcuni partecipanti in Corso Vittorio
Emanuele. I manifestanti hanno reagito e per qualche minuto è stata sfiorata la rissa.
Il corteo ha attraversato la città fino a piazza Prefettura. Nella notte, è festa sulla spiaggia cittadina di Torre Quetta. Alla manifestazione partecipano i parlamentari
Pecoraro Scanio, Franco Grillini, presidente onorario di Arcigay,
Nichi Vendola, Titti De Simone,
Fabio Mussi e Alba Sasso.
Non mancano diversi parlamentari e alcuni sindaci di Comuni pugliesi con i gonfaloni. Anche le Province di Lecce e di Bari partecipano con i loro gonfaloni. Tra le bandiere colorate dei movimenti che aderiscono all' iniziativa (tra cui Arcigay, Arcilesbica, Agedo, Mit) sventolano numerosissime bandiere arcobaleno della pace.
"E' un successo straordinario al di sopra di ogni previsione soprattutto per l' enorme presenza di cittadini meridionali che sono protagonisti di lotte in famiglia e nelle loro comunità, che sono state lotte di civilizzazione del Mezzogiorno", ha detto il parlamentare Ds
Pietro Folena. Per Folena il successo della manifestazione è dovuto anche alla risposta che la città di
Bari, prima città meridionale ad ospitare il Gay Pride , ha dato alla campagna ignobile fatta dalla destra". "Oggi qui si capisce che Bari e il Mezzogiorno sono molto più avanzate di quanto vogliono far credere
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