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Acclamatissimo regista di origini inglesi, si è spento nella sua casa negli USA. Dichiaratamente gay, ha diretto film di culto della cinematografia omosessuale.

Addio Schlesinger, vinse l'Oscar 
per l'"Uomo da marciapiede" 

Il regista, 77 anni, è morto in seguito alle complicazioni di un ictus che lo aveva colpito nel 2000 


PALM SPRINGS - Il regista John Schlesinger, 77 anni, premio Oscar nel 1969 per "Un uomo da marciapiede", è morto al Desert Regional Medical Center di Palm Springs in California per le complicazioni di un ictus che lo aveva colpito alla fine del 2000. La scorsa notte le gravissime condizioni del regista avevano convinto la famiglia a far staccare le macchine che lo tenevano in vita. 
 
Il film che viene subito in mente è Un uomo da marciapiede, il primo titolo che, malgrado fosse vietato ai minori, smontò lo spirito conservatore dell'Academy ed ebbe sette Nomination e tre Oscar. Ma c'è anche Billy il bugiardo, Via dalla pazza folla, Domenica, maledetta domenica, Il giorno della locusta: è tanto il cinema bello e importante di John Schlesinger e non importa se qualche film non è riuscito del tutto, come l'ultimo, Sai che c'è di nuovo? del 2000, con Madonna e Rupert Everett, nel quale c'era comunque il ritratto di un gay tutt'altro che convenzionale. "Io credo nelle diversità, sessuali o politiche, amo descriverle", diceva Schlesinger e citava Domenica maledetta domenica come "un film in cui l'omosessualità era raccontata come la cosa più normale del mondo". 
    
Sai che c'è di nuovo? è l'ultimo film, ma l'ultimo impegno è stato a Milano dove, concedendosi all'altro suo grande amore, la lirica, curò la regia di "Peter Grimes", raffinata opera di Benjamin Britten. Subito dopo fu colpito dall'ictus, in una forma grave e implacabile che lo ha costretto a un'agonia di tre anni. 
  
Schlesinger è morto in California. Viveva volentieri negli Stati Uniti - "Gli inglesi sono poco ambiziosi, gli americani lo sono molto di più e, malgrado tutto, mi permettono di osare" - ma quando parlava di "casa", parlava di Londra, la città dove era nato nel 1962, dove aveva studiato nei migliori collegi prima di approdare a Oxford. 
 
Elegante, bello, lo sguardo intenso, in cui s'alternavano severità e ironia, Schlesinger cominciò come attore in teatro e in cinema, ma fu nel '61, quando il documentario Terminus, cronaca di un giorno alla Waterloo Station di Londra, vinse un premio a Venezia, che decise definitivamente per la regia. E con il primo titolo, Una maniera d'amare con Alan Bates del '62 vinse a Berlino. Era un film sulle prime ribellioni giovanili al conformismo, un tema ripreso in Billy il bugiardo, Darling, Via dalla pazza folla, considerati anticipazioni dei fermenti del '68, con attori che ne sarebbero stati simbolo come Tom Courtnay e Julie Christie, una delle sue scoperte. 
Cresciuto nel clima del "free cinema", Schlesinger se ne staccò, perché, diceva, "il free cinema privilegiava aspetti sociali, io cercavo il romanticismo". 
 
E lo espresse nel modo più commovente con le indimenticabili immagini della più improbabile e tenera delle amicizie, quella tra il cowboy e l'italo americano zoppo e tisico, Jon Voight e Dustin Hoffman, che Un uomo da marciapiede lanciò come star. "Ho amato tutti i film che ho fatto, ma quello ha cambiato la mia vita. Ero giovane e sconosciuto, lessi il copione e tormentai Schlesinger finché non mi prese. Fu la mia fortuna", ha ricordato Voight. 
  

Repubblica.it - 26 Luglio 2003


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