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BOSTON - Un patteggiamento che chiuda una volta per tutte la tragica vicenda della
pedofilia che da due anni sta travolgendo la
chiesa americana.
L'arcidiocesi di Boston ha accettato di pagare complessivamente 85 milioni di dollari per chiudere oltre 500 cause giudiziarie legate ad accuse ai propri sacerdoti di aver abusato di minori. L'accordo, rivelato da fonti legali ai media americani, rappresenta il più grosso risarcimento mai pagato da una diocesi cattolica americana per casi di molestie.
Lo scandalo della pedofilia ha portato, tra l'altro, alle dimissioni dell'arcivescovo della città, il cardinale
Bernard Law, al quale è succeduto di recente il frate cappuccino Sean O'Malley, fautore della trattativa con le vittime degli abusi.
L'accordo è stato raggiunto dopo una riunione fiume degli avvocati delle parti a cui ha preso parte lo stesso arcivescovo e che si è protratta da domenica fino alla mattina di lunedì. Secondo quanto ha reso noto l'avvocato
Roderick MacLeish, che rappresenta circa metà delle vittime, la diocesi pagherà
ad ogni vittima somme che variano dagli 80.000 ai 300.000
dollari, con altri 20.000 dollari previsti per i genitori che hanno fatto causa a nome dei loro figli. Toccherà ad un mediatore stabilire l'entità di ogni singolo rimborso. L'ultima offerta pubblica di accordo da parte dell'arcidiocesi era stata di 55 milioni di dollari, ma la somma finale risulta molto più alta.
Lo scandalo della pedofilia era esploso nel gennaio del 2002 con la scoperta di centinaia di casi riconducibili ad un sacerdote, padre
John Geoghan, che era stato spostato da una parrocchia all'altra dai superiori senza essere denunciato. Pochi giorni fa,
Geoghan è morto in carcere, ucciso da un altro
detenuto. Sulla scia del caso Geoghan, almeno 325 dei 46.000 preti americani sono stati rimossi dall'incarico o hanno dato le dimissioni nel corso dell'ultimo anno.
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