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NEW YORK –
Gene Robinson è il primo vescovo dichiaratamente gay della storia della Cristianità. A rompere gli indugi è stata la
Chiesa episcopale americana, che oggi con una processione e una liturgia solenne ha ufficializzato la nomina. Ma quella che per molti, specialmente per tanti gay, e tanti gay cattolici, è stata una giornata di festa, per altri si è trasformata invece in una
giornata di protesta. "Si tratta di un atto di sfida, di un atto deviante da parte di una chiesa sorda alla voce dei fedeli", ha proclamato
Meredith Harwood, una laica di Orford, che ha definito la nomina di Robinson "un tuffo nell'errore" e "l'atto di capitolazione di una chiesa codarda di fronte ala cultura d'elite". A nome di una ventina di altri vescovi, il vescovo David Bena di Albany, nello stato di New York, ha dichiarato che
"lo stile di vita scelto da Robinson è incompatibile con le
Scritture". La Chiesa anglicana ugandese e quella
keniota hanno annunciato che romperanno i rapporti con i confratelli americani.
"Noi abbiamo già deciso di rompere le relazioni con quelle diocesi che consacrano vescovi omosessuali o benedicono i matrimoni tra gli omosessuali", ha dichiarato il reverendo
Jackson Turyagenda, portavoce della Chiesa in Uganda. "In realtà - ha precisato - non siamo noi a rompere con la diocesi del New Hampshire. Sono loro che hanno deciso di mettersi da parte".
E non nasconde certo il rammarico per la spaccatura che si sta consumando a cause di scelte di questo genere,
l’arcivescovo di Canterbury, Rowan
Williams: "Le divisioni si stanno facendo sempre più insanabili. Sono visibili a tutti. Dipendono dal fatto che non sarà mai possibile che il ministero di Gene Robinson sia accettato in tutte le province della comunione", ha detto la più alta autorità della Chiesa anglicana britannica.
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