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Traverstirsi è bello, arriva il corso da drag queen

Il seminario si terrà a Torino il 19 e 20 ottobre: imparare a truccarsi, vestirsi, “sfilare” in sgargianti abiti femminili. "Soprattutto - dicono gli organizzatori - a tirar fuori la parte nascosta di se stessi".

TORINO – Obiettivo, imparare a truccarsi, a vestirsi, a “sfilare” indossando abiti femminili all'insegna della trasgressione. "Soprattutto a tirar fuori l’altra parte di se stessi, quella che di norma rimane nascosta" dicono gli organizzatori del primo corso per "drag queen". Che si terrà il 19 e 20 ottobre a Torino presso il ristorante "Il-Bu.net".
Si tratta di una scuola unica non solo in Italia, ma in tutta Europa. Gli unici precedenti simili, come spesso accade in tema di mode, vanno cercati oltre oceano, approdando sulla “trasgressiva” west coast statunitense.
Le parole d’ordine sono due: divertimento ed esagerazione. Lo assicura La Karl du Pigné, la nota drag queen romana (conosciuta per la conduzione del programma "Crea" su La 7 e per le sue partecipazioni al Maurizio Costanzo Show) che sarà anche la docente della due giorni di “travestimento carnevalesco”. Che nella vita è presidente della Onlus "Casu" di Roma (Centro Alba per lo sviluppo umano) e gestisce una casa famiglia e un centro diurno per i senza fissa dimora.
“L’idea di una scuola per drag queen – afferma La Karl du Pigné – è nata raccogliendo tutte le richieste ricevute in periodi caldi, quali il Gay pride o il carnevale. Durante i quali troppe persone hanno espresso il bisogno di imparare a travestirsi”. O meglio a “rivelarsi”. Perché quello della drag queen è un “percorso psicologicamente duro”, spiega La Karl du Pigné, che spiega di non avere preferenze: si fa chiamare lei, lui, anzi ancora meglio "loro”. "Perché quando mi travesto sono in compagnia delle mie due anime".
L’omosessuale - aggiunge - come la drag queen, ha bisogno di sicurezza per riuscire ad ascoltare il proprio lato femminile”. Si tratta di un lato che nella quotidianità rimane inespresso. E che quando trova spazio nella realtà lo fa esagerando.
“La cosa più bella sono i preparativi più che la serata in sè”, spiega la docente che aggiunge: “Questo vuol dire che la cosa più importante è trovare la forza di esprimersi”.
“Noi – continua la 'docente' – prendiamo in giro la spettacolarità della donna. I nostri miti sono personaggi eccentrici come Moira Orfei, Mina, Cher, la Bertè o la Rettore. Personaggi dal fascino carismatico.”
Ma cosa si impara a scuola di drag queen? “Le lezioni – sostiene La Karl du Pigné – sono ‘infarciture’ di trucchi e parrucche”. “Quando ci travestiamo – continua - ci scontriamo con piccoli grandi problemi. Noi siamo persone che generalmente portiamo 44 di piede e spesso risulta difficile trovare una scarpa di questa misura con il tacco. Ma il problema numero uno è nascondere la barba". Come superarlo? "Con il pan- stick che è un fondo tinta compatto, tamponato sul viso, di colore arancionato, fatto apposta per nascondere, a volte anche i lineamenti stessi del viso che spesso sono spigolosi e duri. Su questa base si dà vita al trucco che tende a essere esagerato: ingrandiamo gli occhi, le labbra, portiamo sopracciglia enormi, parrucche vistose.
Una volta ne ho portata una che era nei fatti un lampadario”.
Le iscrizioni sono aperte a tutti. L’iscrizione al corso ha un costo di 65 euro per i soci di informaGay e di 95 euro per tutte le altre persone e comprende: il corso, i materiali (trucco, accessori, vestiti), il pranzo del sabato e della domenica. Il 20 gran finale con l'elezione di miss drag queen 2002.
"Sarà come miss Italia - assicura La Karl du Pigné - solo che qui non ci si annoierà".

 


Gisella Desiderato
Il nuovo - 24 settembre 2002

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