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PARIGI - "Odio i politici
e anche di più quelli omosessuali", così Azedine Berkane,
39 anni, tecnico informatico ha spiegato perché la notte scorsa
ha tentato di uccidere il sindaco di Parigi, Betrand Delanoe.
Il primo cittadino, 52 anni, gay dichiarato (il suo "outing
risale al 1998), da 18 mesi a capo di un'amministrazione socialista,
non è in gravi condizioni. Ferito allo stomaco, è ricoverato
in ospedale: dovrebbe averne per una decina di giorni. L'accoltellatore
è stato arrestato: risulta avere dei precedenti per droga
e violenza ma, forse, la spiegazione del suo gesto pazzesco
è proprio quella: Berkane, origini arabe, odia i politici
e i gay e ha deciso, nella sua follia, di colpire una persona
in vista che unisce le due caratteristiche oggetto del suo
terribile risentimento. Il dramma è esploso verso le due e
mezza di questa notte, durante la fantasmagorica "Notte Bianca",
prima edizione di un'iniziativa culturale, organizzata dal
consiglio comunale, che consiste in dodici ore di feste notturne
dedicate "alla creazione, alla cultura e al piacere", con
musei e palazzi aperti al pubblico. Delanoe si trovava in
uno dei saloni del municipio, affollato di gente. Come sempre
era senza scorta. Vicino a lui c'era Anne Sylvie Schneider
responsabile dell'informazione del municipio parigino. Berkane
gli si è avvicinato e gli si è buttato addosso in "modo goffo
e disordinato". Ma in mano aveva un coltello e ha colpito
il sindaco al ventre. Il sindaco è caduto a terra e ha perso
conoscenza.
Alla Pitiè-Salpietriere, dove fu ricoverata dopo il terribile
incidente automobilistico la principessa Diana morente, il
primo cittadino di Parigi è stato subito operato. La coltellata
gli ha leso lo stomaco e il tubo digerente. Dopo l'intervento,
che ha bloccato ogni rischio di emorragia, i medici l'hanno
dichiarato fuori pericolo ma gli hanno ordinato almeno otto
giorni di degenza.
L'accoltellatore risiede a Bobigny, in una zona 'difficile'
della periferia parigina, ed è stato a lungo interrogato nella
centrale della Brigade Criminelle, a Quai des Orfevres: sulle
prime ha fatto scena muta. Poi, con estrema laconicità, ha
accennato alla sua ostilità per i politici e i gay. E ha negato
che il suo sia stato un gesto premeditato. Avrebbe agito di
impulso, alla vista di Delanoe che si dirigeva verso il portone
d'ingresso per assicurarsi che l'afflusso della gente (a quel
punto erano già passate per l'Hotel de Ville più di 6.000
persone) procedesse senza intoppi. Ancora nella notte il superministro
degli Interni Nicolas Sarkozy, iniziatore di una strategia
anti-crimine di "tolleranza zero" che a detta del governo
avrebbe già incominciato a dare i suoi frutti, ha reso visita
a Delanoe. Il presidente Jacques Chirac e il primo ministro
Jean- Pierre Raffarin hanno da parte loro espresso la loro
solidarietà al sindaco, che dopo la sua vittoria alle municipali
del marzo 2001 è diventato uno dei personaggi più rispettati
e amati della sinistra. "Sono indignato davanti ad un atto
così insensato", ha dichiarato Chirac.
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