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MADRID - Il Laboratorio di identificazione genetica della Università di Granada sta esaminando le ossa del fratello di
Cristoforo Colombo per stabilire, attraverso l'analisi del Dna, dove riposano i veri resti dello scopritore dell'America.
Non è il solo enigma che intende risolvere la squadra di esperti guidata dal dottor
José Antonio Lorente, il direttore del laboratorio che negli Usa ha appreso le tecniche più aggiornate di indagine su resti umani in cerca di identità. Vi sono anche enigmi più recenti.
Uno di essi è l'identificazione dei resti del poeta e drammaturgo
Federico García Lorca, il più famoso desaparecido della Guerra civile
spagnola. Quello dell'autore di Romancero Gitano è uno degli oltre trentamila cadaveri di repubblicani uccisi dai franchisti durante il conflitto e sepolti dentro fosse comuni in diverse località della Spagna. Per lunghi anni nulla è stato fatto per recuperare le ossa e dare loro una degna sepoltura. La transizione pacifica dalla dittatura alla democrazia si è basata sull'oblio delle atrocità commesse da una parte o dall'altra. Però il governo franchista aveva proceduto, alla fine della guerra, alla esumazione dei nazionalisti assassinati e alla loro sepoltura. Si era dimenticato degli altri. Ora la Spagna comincia a venire a patti con il suo recente passato e i famigliari dei caduti antifranchisti hanno costituito l'Associazione per il recupero della memoria storica.
García Lorca giace lungo la strada che porta da Viznar ad Alfacar, a una decina di chilometri da Granada.
Venne fucilato all’alba del 19 agosto 1936, all'inizio della Guerra
civile. Aveva 38 anni ed era già famoso grazie ai suoi poemi e ai suoi drammi oscillanti fra tradizione e modernità.
Non si conosce il luogo esatto dove fu gettato ma si sa che l'esecuzione sommaria avvenne in un uliveto vicino alla Fonte Grande chiamata dagli arabi, per tanti secoli dominanti nella zona, «Fonte delle lacrime».
Il poeta, assieme ad altri tre prigionieri, un anziano maestro di scuola e due banderilleros anarchici, era stato condotto alla Fonte Grande su un’auto partita da La Colonia, vecchio mulino diventato colonia estiva per bambini, prima di essere trasformato in carcere dove venivano custoditi i sospettati di essere militanti repubblicani. Il 20 luglio Granada era caduta nelle mani dei militari ribelli e il poeta aveva capito immediatamente di essere in pericolo.
Si era rifugiato in casa degli amici Rosales, simpatizzanti della Falange.
Ma la protezione dei Rosales non era bastata. Il 16 agosto fu arrestato. Anche se non era iscritto a nessun partito politico gli si conoscevano numerose amicizie negli ambienti di sinistra ed era un aperto difensore della libertà e della democrazia.
Era omosessuale e i falangisti non erano teneri con gli
omosessuali.
Un biografo di García Lorca ha scritto che uno dei boia della Escuadra Negra, una squadraccia adibita ai lavori più sporchi della repressione,
si vantò di avergli sparato «un paio di colpi in più nel sedere» perché era
omosessuale.
La scomparsa del poeta fu subito avvolta nel mistero.
Gli amici intuirono la tragica fine, così come i familiari, ma non ne ebbero la certezza per qualche tempo.
I giornali franchisti pubblicarono brevi notizie sulla «misteriosa» scomparsa che, scrissero, poteva essere dovuta a un regolamento di conti.
In seguito vennero diffuse voci su un possibile crimine passionale nell'ambiente omosessuale. Soltanto nel 1940, terminata la Guerra civile, fu redatto un atto di morte dai funzionari del regime:
«Federico García Lorca morì nel mese di agosto del 1936 in conseguenza di ferite prodotte in atto di guerra.
Il suo cadavere è stato ritrovato il giorno 20 dello stesso mese lungo la strada che va da Viznar a Alfacar». L'associazione dei familiari dei caduti repubblicani intende accelerare la ricerca dei resti del poeta.
Ha inviato al Gruppo di lavoro dell'Onu sui desaparecidos un rapporto completo con tutti i dati relativi alla scomparsa di García Lorca.
Si concede un alto valore simbolico alla ricerca che dovrebbe, nelle intenzioni, aprire la via alla identificazione del maggior numero possibile di resti umani.
Il luogo dove i suoi resti possono trovarsi è un'area ristretta.
L'associazione chiede la collaborazione di gente del luogo e di personalità come Ian Gibson, autore di numerosi libri su García Lorca che, anni fa, è stato portato sul posto esatto da colui che aveva interrato il poeta.
Il becchino è morto ma Gibson, un irlandese naturalizzato spagnolo che vive vicino a Granada, è dotato di ottima memoria. Una volta dissotterrati i resti bisognerà distinguerli da quelli degli altri prigionieri assassinati.
Servirà il confronto con il Dna dei familiari viventi di García Lorca.
Basterà un campione di saliva per determinare la fine di un enigma legato a una pagina nera della storia spagnola.
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