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IL RAGAZZACCIO CHE TAGLIA VESTITI DI ALTA CLASSE

Vincitore per tre volte del prestigioso premio "British Designer of The Year", lo stilista che è diventato famoso grazie alle sue provocazioni: ha fatto sfilare modelle con mutande sadomaso, rosari e croci, abiti strappati o sporchi di sangue. Ma la critica è unanime nel riconoscergli grande talento

Quando Domenico De Sole, presidente e amministratore delegato del gruppo Gucci, parla dello stilista Alexander McQueen, sembra un commissario tecnico che ha appena scoperto di avere un campione fra le mani.
Un campione dal passato difficile e con una dubbia reputazione alle spalle che si è messo, partita dopo partita, a segnare un gol dopo l’altro, conquistandosi il favore del pubblico.
L’exragazzo ultra trasgressivo, figlio di un tassista e cresciuto nella periferia londinese, si sta infatti affermando come uno dei creatori di moda più interessanti e originali nel panorama della moda mondiale.
Il gruppo Gucci ha appena premiato questo stilista in ascesa mettendogli a disposizione un’intera fabbrica a Novara, dove la sua fantasia potrà trasformarsi negli abiti elaborati, a cavallo fra il postromantico e la modernità più spinta, che sono il cavallo da battaglia di McQueen.
A soli 33 anni lo stilista inglese ha già vinto tre volte il premio "British Designer of the year".
Alle ultime sfilate parigine si è presentato dimagrito di 15 chili, con i capelli cortissimi tinti in biondo platino. Il suo gusto per la trasgressione e per lo scandalo, che ha sicuramente contribuito a farlo conoscere, ma che in passato ha travalicato ogni regola fino a scadere in una volgarità di dimensione quasi epica, oggi resta nei limiti dell’accettabile.
A parte sandali fatti con rosari e croci e mutande in stile sadomaso, composte da un’unica striscia di cuoio, le modelle mandate dallo stilista in passerella, con l’ordine di non sorridere mai, indossavano abiti da gran sera in mille strati di chiffon, completi in pizzo di pelle lavorato al laser e tailleurs di broccato dall’ottimo taglio.
Perché se c’è una cosa in cui McQueen è maestro è proprio il taglio.
Il giovane stilista inglese viene infatti da una gavetta dura, seguita da studi ad altissimo livello.
Cresciuto, gay, nel famigerato East End di Londra, ultimo di sei figli in una famiglia con scarsi mezzi finanziari, McQueen a 16 anni trova lavoro come apprendista tagliatore presso una delle più rinomate sartorie da uomo di Londra, Anderson & Shepherd, in Savile Row.
La paga è 50 sterline a settimana.
Dopo un breve periodo trascorso alla sartoria teatrale Angels & Bermans, a 21 anni McQueen lascia Londra.
Approda a Milano, bussa alla porta di Romeo Gigli che lo assume. Tutti i giorni va avanti e indietro da Novara, dove la sua capacità di tagliare a mano sconcerta i suoi collaboratori abituati a tagliare la stoffa a macchina. Un anno dopo Romeo Gigli si trova costretto a ridimensionare la sua azienda e McQueen torna a Londra.
Si presenta alla Central St.Martin School of Art and Design, oggi la più famosa accademia della moda nel mondo, dove cerca un posto di insegnante di taglio.
Lo nota Bobby Hillson, fondatore della scuola che accetta solo 20 studenti l’anno e gli domanda di portare i suoi bozzetti.
Malgrado McQueen sia stato un disastro a scuola, Wilson lo convince a trovare i soldi per la sua istruzione alla St. Martin’s e lo fa accettare.
Una zia gli presta le 4000 sterline necessarie.
Nel 1992, al termine del corso, viene invitato a presentare i suoi abiti durante la settimana della moda londinese.
La sua collezione si intitola "Jack lo Squartatore fa la posta alle sue vittime".
Sono subito evidenti le due grandi qualità che ancora oggi contraddistinguono il lavoro di Alexander McQueen: la sartorialità di impronta artigianale e la capacità di scioccare il pubblico.
La sfilata suscita moltissima attenzione.
Con l’appoggio della potente Isabella Blow, McQueen si trasferisce in un piccolo atelier dove produce i suoi abiti quasi interamente da solo.
Nel 1995 manda in passerella modelle con i capelli tagliati alla moicana, vestite unicamente di Scotch e con impronte di pneumatici dipinte sul corpo. L’anno successivo lo scandalo si ripete con la collezione dedicata alla Scozia che si intitola "Highland Rape". Le modelle indossano stoffe scozzesi ridotte a brandelli e abiti macchiati di sangue.
Malgrado il clamore suscitato da queste sfilate, i critici si accorgono che il giovane stilista sa costruire abiti di impeccabile fattura e che la sua estetica "dark" e sexy sta dilagando.
Nel 1996 McQueen vince per la prima volta il premio "British Designer of the Year" che gli viene consegnato, ironicamente, dal principe Carlo d’Inghilterra.
Lo stesso anno Bernard Arnault decide di affidargli il posto di direttore creativo della Givenchy, suscitando un piccolo scandalo in Francia.
Il rapporto fra McQueen e il gruppo Lvmh si deteriora rapidamente e il gruppo Gucci fa scalpore quando annuncia di aver acquistato il 51 per cento della linea di prètaporter di Alexander McQueen, mentre lo stilista è ancora sotto contratto con il polo del lusso capeggiato da Arnault.
I progetti del gruppo Gucci per la griffe prevedono l’apertura di boutiques a Londra, Tokyo, New York e Milano.
Il profumo sarà lanciato all’inizio del 2003.
Abiti maschili, di impronta sartoriale, verranno prodotti in collaborazione con la ditta londinese H. Huntsman & Son.

DELFINA RATTAZZI
Affari & Finanza La Repubblica, 28 Ottobre 2002

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