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LONDRA -
La tempesta sollevata dal caso Burrell è
diventata un vero uragano che ha ormai colpito in
pieno la famiglia reale britannica: nel giorno
più nero dell'anno per la regina Elisabetta e il
principe Carlo, sono balzate all'onore della
cronaca storie vecchie -e nuove- di scandali
sessuali a sfondo gay a Palazzo.
Sembra quindi che l'ex maggiordomo di Diana
Paul Burrell, accusato di aver rubato effetti
personali della principessa scomparsa e poi
assolto grazie all'intervento in extremis della
regina in persona, abbia inaugurato per i Windsor
una stagione maledetta: i segreti di palazzo,
titolava ieri caratteri cubitali il tabloid
domenicale Sunday Express, «potrebbero far cadere
la monarchia».
Burrell rimane al centro dei riflettori. Emergono
piccanti particolari sul suo passato (avrebbe
avuto rapporti gay a palazzo).
Tuttavia, un altro ex dipendente della famiglia
reale gli ruba la scena: George Smith, la vittima
di uno stupro omosessuale avvenuto anni fa a
St James's Palace - la residenza londinese del
principe Carlo- è uscito allo scoperto ed ha
accusato i Windosor di aver cinicamente insabbiato
la vicenda.
Ma non è tutto.
Ieri la famiglia reale britannica si è anche
svegliata con un rivelazione altrettanto
scioccante, pubblicata dal domenicale The Sunday
Times sulla base delle dichiarazioni di un ex
poliziotto assegnato alla sicurezza di Sua
Maestà: i cortigiani gay della regina hanno
intrattenuto segretamente a Buckingham Palace
prostituti omosessuali. In questa orgia di
indiscrezioni a luci rosse, una cosa è certa:
l'immagine della famiglia reale britannica non era
mai caduta così in basso.
La vicenda del 42.enne Smith risale al 1989 ma è
emersa durante il processo a Burrell.
Finora l'ex domestico si era tenuto nell'ombra ed
aveva lasciato che la stampa lavorasse di fantasia
sul suo caso. Adesso, con una lunga intervista ha
deciso di rompere il silenzio.
Al tabloid domenicale, Smith ha raccontato di
essere stato brutalmente violentato da un altro
dipendente del principe, tuttora al servizio del
primogenito di Elisabetta II.
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