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GAY VILLAGE, il vero villaggio alternativo
Altro che ghetto. Il Gay Village inaugurato a
Roma nel famoso quartiere Testaccio, in Italia è primo e unico nel suo genere. Ma attenti: non immaginate solo lustrini e paillettes.
Questo è un piccolo pianeta alternativo dove divertirsi ma anche pensare, informarsi e confrontarsi senza sentirsi osservati o giudicati.
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E, occhio: qui si va mica soltanto per fare gruppo o rimorchiare? Nient'affatto. Al Village ce n'è per tutti i gusti:
musica, fitness, teatro, concerti. C'è persino l'angolo per i bambini dedicato alle coppie con prole al seguito. E poi. Il 19 agosto è attesa la drug-queen
Platinette. Ed è certo che le sorprese non mancheranno.
La struttura sorge su cinquemila metri quadri nel cuore della vecchia capitale. Una vera e propria holding nella quale hanno investito un mucchio di imprenditori romani gay e lesbiche. I servizi sono la punta di diamante del G.V. Alcuni dei bar e ristorantini tipici come lo
Shelter, la Buca di Bacco, Frutta e Verdura per gli amanti delle ore piccole e il
Comimg out gestito rigorosamente da only women
: i ritrovi più rinomati e frequentati dalla comunità capitolina
hanno aperto le succursali all'interno del
villaggio. Non solo. Per chi ha voglia di shopping basta fare un salto in uno dei tanti
negozi e via. Bastano 15 euro e fino al 15 settembre prossimo chiunque, senza distinzione alcuna, abbia voglia di trascorrere una giornata in allegria tra lezioni di spinning e una bevanda superenergetica o ascoltare l'ultima novità in fatto di musica sarà servito.
Regista e gran cerimoniera del Villaggio Imma
Battaglia, presidentessa del D.Gay prodject che ha portato all'interno della struttura una équipe agguerrita di fanatici del vivere sano. Al taglio del nastro sono arrivati in tanti. C'era anche l'assessore alla cultura del Comune di Roma, Gianni Bornia; il conduttore radiofonico Pierluigi Diaco e la parlamentare della Margherita Carla Rocchi.
CLAUDIA COLETTA
Il Mattino - 4 agosto 2002
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