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Moda, in passerella sfila il look di Cavalli

Eskimesi in versione indian-style, berretti di pelliccia e maxi stole: l'uomo dello stilista fioentino è ultra glamour.
Cavalli appaga la voglia di apparire del suo pubblico.

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MILANO - Arrivano gli eskimesi, in versione indian-style. Con grandi berretti di pelliccia, parka con disegni patchwork, come i ricami degli arazzi di Jaipur, maxi stole assemblate con le code di volpe colorata, maglioni alla norvegese, proprio come gli stivaletti da pescatore del fiordo. Tutto questo, e molto di più, esce dall’igloo argentato della passerella di Roberto Cavalli. Lo stilista fiorentino, il più popolare tra calciatori e starlette del piccolo schermo (non a caso il suo parterre sembra quello di “Buona Domenica” o di “Quelli che il calcio”, con Edgar Davids, Megan Gale, Alenia Seredova e Gianluca Grignani in prima fila), con i suoi look esagerati, è il più convincente nella seconda giornata di Milano Moda Uomo.
 
Cavalli accontenta il suo pubblico con uno stile ultra glamour e a tratti un po’ pacchiano, che farà pure storcere il naso al clan modaiolo, ma appaga magistralmente la voglia di apparire, esagerando, che alberga nei cuori di tutti i vanitosi-vistosi. “Ragazzi – dice lui – ci vuole grinta, bisogna osare e divertire. Ci vuole il rock e la disco degli anni ’70 mescolato con le suggestioni del Grande Nord. Il mio è un uomo dal cuore caldo che si protegge al massimo dal freddo”. Detto fatto. Dopo gli eskimesi arrivano i discotecari in gold&silver. Oro e argento per pantaloni, giubboni, gilet iperdecorati. I tessuti brillanti come il lurex e i riverberi fustellati del glitters per i completi più stravaganti. “Non dimenticate – prosegue Cavalli – lo smoking super colorato come follia della notte”.
 
Classico con lusso
Per gli amanti del classico che ritorna, si sappia che da queste prime sfilate sembra annunciarsi una rentrée del trench e dei cappotti di foggia chesterfield, quelli tipo Malboro Country. Li ha proposti lo stesso Cavalli, ma anche Pal Zileri (nel suo stile finto clochard) e Valentino. Quest’ultimo sbarca a Milano trasportando un pezzetto dell’allure della sua amata Parigi, in versione esistenzialisti francesi. Il che significa che lo stratagemma del grande couturier è quello di raccontare una storia di romantici dandy sartoriali alla ricerca di tessuti e lane preziose, dalla vicuña (la fibra degli dei) al cachemire d’antilope. Ci sono maglioni stile sciatori-chic di una volta e i giubbotti in pelle di coccodrillo. L’omaggio al vintage d’autore è il grifone bifronte che decora cinture e borse, proprio come il Valentino del ’68.

Concept scaccia moda
Attenzione però. Più che moda, in termini di vestiti, modi di vestire: maniere di combinare un abbigliamento. Sembra un vecchio gioco di parole, ma rende l’idea della strategia furba adottata da stilisti che forse vivono una crisi, non solo economica, ma anche creativa. Non per insistere sullo stesso tasto già battuto, ma novità stilistiche, invenzioni che suscitino il desiderio dell’acquisto, ce ne sono davvero pochine. Per dirla alla modaiola più che stilisti, stylist. Dove quest’ultimo termine sta per chi si occupa di assemblare, vestendo i modelli, creando un look. Ecco perché viene da domandarsi quale sia la grande cifra stilistica che strappa applausi da Issey Miyake. Intendiamoci il lavoro di Naoki Takizawa è ottimo, ma non certo mai visto. E’ un esercizio di stile, non un’intuizione innovativa. E, viene da domandarsi se non sia un sapiente concept di sfilata, capace di ricreare un melanconico inverno, piuttosto che lo spirito bohemien di un viaggio in treno guardando dal finestrino la steppa, a convincere della buona riuscita di una collezione.
 
Un escamotage che vale anche per i riferimenti a Sartre e Giuliette Greco, sfornati da Valentino. Piuttosto che l’assalto al dandy parigino che avrebbe contagiato anche Sergio Ciucci, novello stilista di Exté. Finisce così che in questa modo di fare moda ciascuno ci vede ciò che gli pare. A noi la collezione di Exté è sembrata piena di grafismi, che sembrano scippati ai disegni misteriosi del peruviano altopiano di Nazca. Questi segni-simboli graffiano geometricamente giacche e pantaloni di cavallino nero. Marcano giubbotti e cappotti. La volpe bianca, ma anche la semplice lana, sono utilizzate per lunghissime sciarpe che arrivano quasi ai piedi. Giochi di sovrapposizioni: lupetto, camicia, giacca e cappotto, per un uomo multistrato con a tracolla un borsone di cuoio. Un uomo in bianco candido e in nero total black. Molto più modaiolo e glamour che dany, ma va benissimo così. Ciucci porta in passerella, come anticipazione, anche qualche donna super sexy, con minigonne inguinali e stivaloni. Non raccontateci che sono delle Mimì pucciniane sofferenti in una gelida soffitta.

guarda la gallery MILANO MODA UOMO  ]              di Giovanni Audiffredi ,  Il Nuovo - 13 gennaio 2003


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