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La comunità gay di '
Una lei tra di noi ', debutto per lo
schermo della regista teatrale danese Hella
Joof, ricorda quella delle "Fate
ignoranti" di Ferzan Ozpetek: una
tribù di amici tolleranti, allegri, sempre
pronti a farsi regalini e a festeggiare. E'
proprio durante una festa che Jacob chiede
a Jorgen, il suo compagno, di sposarlo; ma
la stessa sera, l'uomo si sente
imprevedibilmente attratto da Caroline, legata
sentimentalmente al fratello di Jorgen. Lei
ricambia. Jacob cerca di rifuggire la
tentazione, salvo che il destino (in combutta
con le amicizie comuni) ci mette la zampa
facendoli incontrare a ogni angolo. La nuova
coppia eterosessuale consuma, mentre la
compagnia comincia a mormorare.
Messo alle strette il giovane confessa il
rapporto; gettando nella costernazione Jorgen
che, la notte di Natale, ha un incidente
d'auto e ci lascia un occhio. Jacob e Caroline,
che adesso aspetta un bambino, vanno a vivere
assieme col progetto di costruirsi una
famiglia. L'ultima parola, però, non è ancor
detta.
Qualcuno ha definito Una lei tra di noi "un'insolita
commedia romantica": dipende dai punti di
vista. In un certo senso lo è, perché
l'omosessualità è stata rappresentata in molti
modi sullo schermo (dalla farsa alla
tragedia), quasi mai in chiave di romantic
comedy. Insolito, quanto onorevole, anche
il fatto che gli sceneggiatori (la regista e
Klaus Bondam) evitino di rappresentare l'amore
tra Jacob e Caroline come una "conversione"; a
differenza della mamma di lui, che da buona
borghese timorata la vede proprio così.
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Però sarebbe molto
difficile definire insoliti l'ultima parte e
l'epilogo del film, dove il giovane diviso tra
diverse opzioni sessuali capisce, dopo lunghe
riflessioni, qual è il suo vero amore. E, come
nella più convenzionale delle commedie
sentimentali con Julia Roberts e Richard Gere,
sequestra il cavallo a una poliziotta e
galoppa all'inseguimento della felicità. |