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Coppie di fatto, nessuna tutela in italia

Nel nostro Paese le coppie di fatto hanno pochissimi riconoscimenti legali, mentre le coppie gay non godono di nessuna tutela.


MILANO - Nessuna, o quasi, tutela per le coppie di fatto. Peggio va per le unioni gay che, dal punto di vista giuridico, sono vere e proprie coppie fantasma. Nel nostro ordinamento la famiglia di fatto non è riconosciuta come entità giuridica, mentre in altri Paesi, ad esempio in Francia esistono forme convenzionali di regolamentazione tra privati che decidono di non optare per il matrimonio
 
"L'Italia è un vergognoso fanalino di coda per quanto riguarda le unioni di fatto - spiega Alberto Baliello, responsabile legislativo dell'arcigay nazionale. "Qui da noi una coppia omosessuale non ha alcun diritto. Ad esempio, anche il progetto di legge sulla fecondazione assistita riguarda le coppie etero e non omosessuali". "Il nostro Paese - spiega ancora Baliello - è molto indietro non solo in termini giuridici ma anche nella tutela della convivenza".
 
Per quanto riguarda le unioni eterosessuali, in poche parole, alcune leggi speciali italiane fanno riferimento alla cosiddetta convivenza "more uxorio", disciplinando profili penali, assicurativi, previdenziali e assistenziali, o inerenti alla materia abitativa. Il che significa che due persone che convivono possono essere tutelate sul contratto di locazione, possono godere del divieto di testimonianza, del risarcimento di danno e anche nella fecondazione assistita.
 
Ma i rapporti fra conviventi, in altre parole, spiega Baliello, "sono regolati, al massimo, da accordi privati intercorsi tra gli stessi all'atto della convivenza".
 
In una coppia di fatto non sono riconosciuti i rapporti patrimoniali: ad esempio, gli acquisti compiuti da uno dei conviventi non potranno mai divenire di proprietà anche all'altro, come avviene nell'ambito della famiglia legittima.
  
Medesimi problemi si presentano, nel caso di diritti successori tra i conviventi, anche in questo circostanza nessun diritto è configurabile per il convivente superstite in caso di morte dell'altro.
  
Fra le altre tutele, l'articolo 3 della legge n. 354/1975 sull'ordinamento penitenziario, consente al detenuto di ottenere il permesso per visitare un familiare o il convivente in pericolo di vita. Oppure, l'articolo 1 della legge n. 405/1975, che istituisce i consultori familiari, ammette a fruire del servizio non solo le famiglie riconosciute dalla legge, ma anche le coppie di fatto.
 
Infine, in materia di adozioni, l'articolo 2 della legge n.184/1983, che introduce l'affidamento familiare del minore temporaneamente sprovvisto di un ambiente familiare idoneo, ammette anche la famiglia di fatto ad espletare le funzioni di nucleo provvisorio di accoglienza.
 
In relazione alla convivenza more uxorio, negli ultimi anni sono stati predisposti dai notai dei modelli contrattuali idonei ad una regolamentazione della famiglia di fatto. Questi contratti si chiamano contratti di convivenza che non danno però origine alla famiglia di fatto, ma ne disciplinano soltanto le modalità di svolgimento da un punto di vista patrimoniale e mai personale.

di Carola Di Nisio - Il Nuovo - 13 febbraio 2003


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