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Luxuria,
non è questione di cellule
«Probabilmente mio
papà /anche mia mamma chi lo sa/desideravano non
me ma un altro bambino…/E no, e no, non è questione
di cellule/ma della scelta che si fa/la mia è
di non vivere a metà». Con questi versi di una
canzone di Battisti, Vladimir Luxuria entrava
in scena nel musical "Emozioni", spettacolo che
ha debuttato nei teatri più prestigiosi.
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Parole che gli vanno
bene quasi come uno dei suoi strabilianti costumi:
Vladimir è una persona, uomo e donna allo stesso
tempo, che ha deciso di vivere pienamente per
come è, per quello che sente. Non è stato per
niente facile per un timido ragazzo del sud diventare
direttore artistico di "Muccassassina", opinionista
nei talk show, attore di prosa e cantante. Un
libro di recente pubblicato da Cooper Castelvecchi,
Vladimir Luxuria-una storia scritto da Eugenia
Romanelli, ci racconta il percorso che ha trasformato
Wladimiro Guadagno, nato a Foggia negli anni '60,
in Vladimir Luxuria, un "finto" travestito che
si oppone alle maschere "vere" del conformismo,
un fenomeno autentico di sana trasgressione contro
l'ipocrisia e il pregiudizio. E' stato un lungo
viaggio, una serie di tappe geografiche come Milano,
Roma, Londra, Parigi, ma anche una sequenza di
esperienze come l'università, la laurea, l'impegno
politico e di movimento, i primi film, la televisione,
il teatro. E prima ancora il rapporto difficile
con i genitori, la comprensione e la complicità
delle sorelle, l'avversione dei compagni e dei
concittadini, la sua ribellione e i vestiti sgargianti,
il trucco appariscente, la provocazione come reazione
alla frustrazione. Ma c'è anche il periodo della
prostituzione, del volontariato con i malati di
Aids, della preparazione degli eventi per il World
Pride del 2000, delle storie d'amicizia come quella
con Enrico Lo Verso, delle storie d'amore, sentimento
corrisposto e non consumato con Sara, difficile
e tormentato con Emiliano.
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