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   Aspettando l' 8 Marzo 
Donna con donna
Quando il principe azzurro è una lei

" Nel momento in cui si prende coscienza di essere lesbica si è normali "

 


La storia di un amore contrastato è piuttosto comune. Ma cosa succede quando il partner di lei è un'altra lei? Spesso i problemi raddoppiano. Una società libera, aperta e moderna. Vedute ampie che quando si scontrano con certe realtà si chiudono fino a sfiorare la medioevalità. Incontriamo Lara e Claudia. Una domenica pomeriggio come tante, tre ragazze che chiacchierano in un salotto del più e del meno.
 
Fin qui niente di nuovo, se non fosse che due di loro formano una coppia. Vicende a confronto. Lara ci presenta la sua compagna. Le vedi per strada e sono due ragazze normalissime, che vivono in una grande città, lavorano e fanno le stesse identiche cose di qualsiasi altra giovane. Ma stanno insieme. Sguardi complici, si tengono la mano, si baciano. Forse si amano, non ha importanza, adesso stanno bene così, senza impegni troppo seri o costrittivi ma insieme. Dopo un momento iniziale di imbarazzo iniziano a chiacchierare e si raccontano. Il problema per loro non c'è mai stato. Nel momento in cui si prende coscienza di essere lesbica si è normali. Le difficoltà arrivano dalla famiglia. Entrambe sono finite dallo psicologo per volere dei genitori. «Sei troppo giovane, non puoi essere sicura», si sono sentite dire. Ma il problema non è psicologico, è l'incapacità di accettazione, piuttosto normale da parte di una madre e un padre.
 
Raccontano di una loro amica, perseguitata dalla vicina di casa che ogni volta che vedeva i genitori li ossessionava con frasi del tipo «Ma lo sapete cosa fa vostra figlia? Sapete chi frequenta? Sapete che vostra figlia è lesbica?». Certo signora, lo sapevano. E per fortuna erano, al contrario di lei, abbastanza intelligenti da accettare, magari dopo un primo smarrimento, la cosa. Abbastanza intelligenti da sapere che una figlia rimane una figlia, che viva e stia con un uomo o con una donna.
  

 

Lara non ha avuto la stessa fortuna, i suoi genitori sono stati un ostacolo grandissimo da affrontare. Le avevano da sempre inculcato l'idea che gli omosessuali sono dei mostri. Per fortuna lei si è guardata allo specchio. «Io non sono un mostro - dice - io sono normale. I miei però non si metteranno mai in testa che non mi vedranno amare un uomo». Continua Lara: «Alla mia ex è successo l'esatto contrario. I suoi mi hanno accolto in casa come la sua compagna senza problemi. Mi hanno voluto bene. Peccato che lei in qualche modo rifiutasse la sua natura».

E sul lavoro? Concordano che è meglio non dirlo. Non tutti sono in grado di accettarti e apprezzarti per quello che fai. Parecchie persone faticano a dividere quanto vali professionalmente dalla vita privata, dal fatto che "il tuo ragazzo" è una ragazza. «Lo dico quando entro in confidenza con una persona e so che mi posso fidare di lei». Fidarsi in che senso? «Nel senso che non ti senti giudicata perché dividi il letto e l'amore con un'altra donna».

Fonte:  News2000.libero.it    


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