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Nel novembre del 2000, la
Comunitā europea ha approvato la Direttiva
2000/78/CE, che:
- stabilisce un quadro generale per la paritā di trattamento in materia di
occupazione e di condizioni di lavoro,
- proibisce ogni discriminazione, diretta e indiretta, basata su
credo religioso, convinzioni
personali, handicap, etā o
tendenze sessuali in materia di occupazione, di formazione professionale e di condizioni di
lavoro.
Essa:
- conferisce alle vittime della discriminazione il potere di
avviare una procedura giudiziaria o
amministrativa, associata a sanzioni proporzionate,
- trasferisce l'onere della prova nelle cause civili a carico del
convenuto,
- fornisce protezione contro ogni tipo di molestia o di
ritorsione,
- legittima all'azione, a supporto e per conto della vittima, le
organizzazioni non governative,
- promuove il dialogo sociale per realizzare la paritā di
trattamento.
La scadenza della direttiva č il 2 dicembre p.v., ma il Governo ha una
delega per l'attuazione tramite decreto legislativo entro il
10 aprile.
Il Governo non ha ancora provveduto all'attuazione e non ha neppure reso
noto un testo base, e le dichiarazioni rese fino ad ora non fanno
prevedere un'attuazione piena ed effettiva delle disposizioni della Direttiva
2000/78/CE.
Per fare pressione sul Governo, la Cgil, assieme all'Arci, al
Gruppo Abele, alla Comunitā di S. Benedetto al Porto e a
Societā Laica e Plurale, ha promosso una
"Campagna nazionale per l'attuazione della Direttiva europea
2000/78/CE" con lo slogan: "Diverso orientamento sessuale, uguali diritti
sul posto di lavoro".
La campagna parte con la cartolina che vedete
sotto, indirizzata alla Presidenza del
Consiglio. Ne sono state stampate 20000 e sono distribuite in tutta Italia tramite gli
Uffici Nuovi Diritti sul territorio, le associazioni
GLBTI e non, i partiti e chiunque abbia
interesse. |