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Tra travestiti che sgambettano dall'alto dei trampoli, coloratissimi personaggi in magliette super aderenti che lasciano scoperti i bicipiti segnati da tatuaggi da marinaio e coppie monotematiche, che passeggiano mano nella mano, (della serie: Lei e Lei o Lui e Lui), si cominciano a vedere anche i bambini. Come Pietro, 10 anni, faccia sveglia e occhi chiari, accompagnato dalla mamma Federica Colli e dal papà Ennio che sorride per l'evasione da una notte di ordinaria tv. E forse è questa la vera notizia. E' questo che colpisce al
Gay Village di via di Monte Testaccio, primo villaggio italiano dedicato alla cultura
omosessuale: vedere dei bambini che passeggiano con la famiglia o che giocano con gli animatori delle "Mille e una notte". Qui, tra i gay che occhieggiano a chi ha i muscoli più in mostra o a chi fa lo sguardo più languido, tra parrucche rosse, bionde o brune (anche in vendita) e trucchi sobri, si incrina quella cultura un po' bigotta e molto italiana che ha ghettizzato gli omosessuali. L'atmosfera è senza barriere, tutto molto naturale, quasi normale.
Ci sono i gay, e allora? Ci sono anche molti etero. Anche se Fiona e Clarissa si baciano appassionatamente in mezzo alla pista. Anche se Fabio e Franco si tengono per mano. Anche se a pochi giorni dalla sua apertura, quest'angolo omosessuale nel cuore di Testaccio sembra essere la vera rivelazione dell'estate romana con tremila presenze a sera e un cartellone musicale teatrale e cinematografico di tutto rispetto. Sarà l'estate, che fa cadere le inibizioni e fa cercare l'esotico, il nuovo, il fatto è che oggi sono gli etero che vanno nei luoghi dei gay e non viceversa.
Entriamo. Ad accoglierci ci sono i
Karma B, tacchi a spillo, piumaggi colorati e minigonne mozzafiato. Si chiamano Davide e Carmelo. La prima provocazione è all'ingresso: lo spazio gioco e animazione per bambini, figli di coppie gay (ovviamente è questa la provocazione) ma non solo. Dallo stand orientale di Agostino alle parrucche, dallo spazio ristoro arabo al ristorante siciliano con vista palco. Concerti, cinema, teatro e anche un grande spazio benessere che dalle 17 alle 2 di notte ospita i più sportivi. Per una lezione di spinning, una jam session di danza jazz fusion (tra le più assidue frequentatrici del corso jazz fusion c'è anche la show girl Ambra Angiolini) o un massaggio ayurvedico orientale. Non manca il centro estetico per rimettersi a posto in tempo reale con parrucchiere, ricostruzione unghie e vendita di prodotti estetici vari.
Ma più dei concerti (ci sono stati Gli
Alcazar, ci sarà Platinette il 19), lo spettacolo è nell'atmosfera che si respira. «E' cultura» ha detto l'assessore
Gianni Borgna, incontrato all'inaugurazione. «E' cultura, è novità, è curiosità» ripetono quasi in coro i tanti etero incontrati in questo spazio. «Non è assolutamente fastidioso dice Isabella Tarissi, pariolina doc mi piace ed è giusto che Roma abbia aperto un posto così, ci voleva, anche solo per conoscerli questi gay, dobbiamo pur condividere qualcosa con loro». «Per essere un villaggio per gay è molto sobrio aggiunge Simonetta Fabi mi piace, ci tornerò». E di volti conosciuti ce ne sono tanti. Appena li incontri la solita frase: «Sono qui solo per curiosità... non che io...».
L'ingresso al Gay Village è settimanale: 15 euro per una tessera che dà libero accesso a tutti gli spettacoli e alla discoteca tutte le sere.
GERALDINE SCHWARZ -
LA Repubblica - roma - 7 agosto 2002
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