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Don Franco Barbero, il prete che benediva le
coppie gay, ora è solo il signor Franco
Barbero. Da giovedì scorso un provvedimento
della Congregazione guidata dal cardinale
Joseph Ratzinger lo ha condannato e
“spogliato” della tonaca. Una condanna che ha
suscitato la reazione dei gruppi omosessuali
cristiani, il cui portavoce Gianni Geraci ha
commentato: «La serena reazione con cui don
Barbero ha accolto il provvedimento ci insegna
che è giunto il momento di non disperderci più
per la prepotenza di certi buttafuori (don
Barbero ha paragonato chi lo ha espulso ai
buttafuori di una discoteca, ndr) e di
continuare a ballare alla luce della luna. E
alla luce di quella luna che aveva salutato il
Concilio Vaticano II - prosegue Geraci - Dio
ci riconoscerà come il suo autentico popolo e
continuerà a sorriderci, incurante degli
anatemi lanciati da qualche cardinale».
Il decreto è stato emesso su richiesta del
vescovo di Pinerolo, il Monsignor Piergiorgio
Debernardi, dopo che questi aveva indirizzato,
nel corso degli anni, 11 ammonimenti al
sacerdote affinché ponesse fine alle
benedizioni delle coppie di omosessuali,
assolutamente non ammesse dalla chiesa
cattolica. Contestazione dei misteri della
Trinità, Incarnazione e presenza reale di
Cristo nell’Eucarestia e del sacerdozio così
com’è stato stabilito dalla Chiesa, oltre che
celebrazione di liturgie irregolari, sono i
capi d’accusa.
Il prete sessantaquattrenne lamenta di essere
stato dimesso senza un regolare processo.
La Congregazione per la dottrina della fede ha
risposto che, in base al codice di diritto
canonico, (per i pignoli: stiamo parlando dei
commi 290, 291 e 292) il provvedimento è di
«perdita dello stato clericale» «in poenam»,
sanzione questa applicabile in assenza di
processo.
Espressioni di solidarietà a Don Barbero sono
arrivate dal deputato Ds Franco Grillini,
presidente onorario arcigay, che
commenta: «È molto triste continuare a
registrare, in mille episodi tutti simili tra
loro, la crudele e pervicace opposizione della
gerarchia ecclesiastica ad ogni riconoscimento
del ruolo positivo e dei diritti giuridici
delle coppie omosessuali. Ormai tra la
gerarchia cattolica vige il regime del
pensiero unico violentemente omofobico
e sessuofobico. Mi auguro che le
personalità di indiscusso rilievo e di grande
statura morale come don Franco Barbero non si
facciano spaventare da una gerarchia che,
incapace di autorità morale, perduta da tempo,
ricorre alle armi usate a suo tempo dal
Procuratore Generale della Repubblica
Sovietica Viscinskij».
Grillini esprime tutta la sua solidarietà ai
gruppi omosessuali e sollecita credenti e non
credenti a battersi insieme per un processo di
profonda democratizzazione della Chiesa
cattolica, subordinando a questo processo
qualsiasi finanziamento da parte dello Stato.
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