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L'attore britannico interpreta un single incallito ed egoista "redento" da un bambino.
TAORMINA - Scapigliato , con lo stesso look un po’ dark del suo ultimo film,
About a boy, e la stessa ironia che accomuna l’attore britannico e i fratelli Weitz (American Pie e Alta fedeltà), registi della pellicola. Uno humour che gli ha permesso di dipingere scene davvero esilaranti, di una comicità sottile e arguta. |
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L’attore ha scelto questa storia tratta dal romanzo di
Nick Hornby che lo allontana dal ruolo di classico eroe della commedia romantica "made in Britain". In
About a boy è uno scansafatiche asociale e insensibile le cui regole di vita verranno scombussolate dall’incontro con un bambino difficile e solitario. Una commedia brillante che nasconde drammi profondi e moderni come quelli della perdita di un’identità sociale definita e la solitudine crescente delle metropoli. L’originalità del film, che parla di amore, relazioni di coppia, solitudine e depressione, è che non offre soluzioni facili esaltando il ruolo della famiglia tradizionale come panacea all’isolamento moderno. L’attore ha scelto di salutare i giornalisti così: “La Sicilia è bellissima e mi piacerebbe girare qualcosa qui. Solo che prima devo imparare un po’ d’italiano. Per adesso so dire solo quello che ho imparato da un nastro ascoltato in riva al mare: ‘Mia sorella è malata’”.
Si è identificato in questo ruolo per lei inedito?
Sì, anch’io sono uno scansafatiche nella vita. Una delle cose che mi piacciono di più dei libri di Nick Hornby è che scrive spesso di cose a me molto vicine. In questo caso è preciso e accurato nella descrizione della vita tipica di un cittadino single di Londra.
Il film offre l’idea di una famiglia anticonvenzionale…
Sì, il messaggio che il film suggerisce è che la famiglia istituzionale non è l’unico modello possibile. Ci possono essere situazioni strane, ibride e nuove, basta che le persone si amino.
Come si è trovato con i fratelli Weitz?
Quando cercavamo il regista mi hanno fatto il loro nome e mi sono un po’ spaventato perché sebbene American Pie mi fosse piaciuto, non mi sembrava il genere giusto per raccontare quella storia. Poi però mi hanno colpito perché, nonostante siano americani, sono molto intelligenti e hanno un grande senso dell’humour, un connubio molto appropriato al film.
Come ha vissuto durante le riprese il ruolo di guida paterna con un bambino alla sua prima esperienza d’attore?
Io e i Weitz abbiamo fatto una cosa terribile. All’inizio era un bambino perfetto ed educato. Adesso è un appassionato del gioco d’azzardo e delle donne. La mia esperienza con i bambini mi insegna che bisogna essere molto attenti e non farli provare troppe volte.
Sotto l’apparenza di commedia brillante il film nasconde dei drammi…
Molte commedie sono percorse da un filo di dolore e spesso una commedia è più divertente quando nasce da una situazione triste perché è più realistica
Fratelli Weitz, con questo film avete cambiato di registro. Pensate che nei prossimi film potreste accentuare il lato drammatico delle storie?
Sì, American Pie è molto ironico, About a boy combina ironia e dramma e il prossimo sarà così deprimente che uscirete dalla sala dopo 5 minuti. Ma… forse proveremo anche generi diversi allontanandoci dall’ironia, ma in generale non scegliamo i film in base al criterio dell’ironico o del triste.
Grant, progetti imminenti?
Tra poco vado in spiaggia poi si vedrà. Ho appena finito di girare un film con Sandra Bullock e in autunno sarò sul set con Richard Curtis.
di Claudia Cipriani IL nuovo -
LUGLIO 2002
Link :: About a boy - sito
ufficiale http://www.about-a-boy.com/
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