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N. C. Saxena, capo dell'Istituto di Biologia Riproduttiva dell'Indian Council of Medical Research e coordinatore del progetto, ha affermato che "la reale conoscenza della lunghezza e della larghezza del pene, nelle diverse regioni del paese, potrebbe aiutare a far diminuire del 15%-20%, i fallimenti dell'uso del preservativo a causa di rottura o perdita del profilattico durante l'uso". Il progetto mira a combattere la scarsissima attenzione della popolazione indiana nei confronti del controllo delle nascite e della prevenzione delle malattie sessuali.
Soltanto il 3% della popolazione usa i
contraccettivi.
Gli scienziati avrebbero voluto che l'indagine coprisse almeno
16 regioni del paese, ma la mancanza di fondi li ha costretti a limitarsi a
7. Verranno istituiti dei centri specializzati in cui verranno schedati
300 volontari. I risultati dell'analisi sono attesi per la fine del prossimo anno. "La raccolta dei dati", ha dichiarato R. S. Sharma all'Indian Express Newspaper, "sarà un processo scientifico durante il quale la lunghezza e la larghezza del pene saranno registrate con una videocamera digitale, nel momento della completa
erezione".
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