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Sul numero di
giovedì 31 marzo, del quotidiano Italia
Oggi appare un interessante articolo
scritto dall’inviato a New York Luca
Ventura, che riporta i dati resi noti dall’agenzia
pubblicitaria Prime Access in merito alle
inserzioni pubblicitarie sui media gay.
I risultati del 2004 sono eccezionali.
Ed in particolare per la carta stampata
rivolta al pubblico omosex, sia nazionale sia
locale. Dai dati della ricerca emerge infatti
che lo scorso anno le aziende americane (e non
solo) hanno aumentato le loro inserzioni
sulle testate stampa dichiaratamente gay del
28% rispetto l’anno precedente. Per un
giro di affari pari a 207 miliardi di
dollari. I giornali gay si classificano
primi tra i media con il maggiore aumento di
inserzioni pubblicitarie, la media nazionale è
infatti del +9,4%. Un risultato eccellente
dovuto anche, dicono gli analisti,
all’attenzione creata sulla comunità gay dalla
questione dei matrimoni. Howard Buford di
Prime Access ha dichiarato “Le grandi aziende
sanno bene che l’attenzione pubblica è
polarizzata su queste tematiche. Ma a loro non
interessa la questione politica ma quella
monetaria”.
Ben 150 delle 500 aziende più ricche
dell’America settentrionale, hanno scelto un
media gay per le loro campagne stampa. E
non manca nessuna tipologia di brand: dalla
finanza alla sanità, dal turismo
all’automobilismo fino alle aziende di
alcolici, che sono tra i maggiori investitori.
Bisogna inoltre notare che nel 2004 si è anche
cambiato l’approccio alla comunità gay-lesbo.
Se prima si usava la medesima campagna sia per
la stampa tradizionale sia per quella gay,
dall’anno scorso le agenzie pubblicitarie
hanno iniziato a produrre dei visual e degli
slogan ad hoc per il pubblico omosessuale.
Scelta che sembrerebbe vincente.
Aspettiamo fiduciosi di importare questo trend
anche in Italia.
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