ClubClassic News 
iscriviti alla mailing list,
 clikka qui.



  Home

 

 

 

ClubClassic.net > Notizie > Approfondimenti e Riflessioni
  
ALLE PORTE DEL VOTO
 
di Mario Cirrito


Dichiariamolo con semplici parole: il voto degli omosessuali è il dubbio mai superato della politica italiana.
Gli scettici e dubbiosi ne fanno una nemesi scaramantica.
Un ossimoro per indicare quanta difficoltà dialogante vi è tra i partiti che pure dichiarano la loro affettività alle battaglie omosessuali e la comunità GLBT che attende pazientemente che le promesse si mutino in programmi e leggi.
Dunque, il 3 e 4 aprile finiranno i patemi d’animo di candidati e sostenitori, si concluderanno nell’oblìo accuse di brogli tra firme false e candidati eccellenti.
Noi continuiamo a pensare che, anche in questa tornata elettorale, il movimento GLBT può fare molto, nonostante l’insolenza di certi partiti nel mutarsi in agnelli nell’ora del voto per tornare all’insulto e all’ignominia omofoba, a giochi fatti e poste pagate.
Chi scrive conosce e sente la dissociazione, spesso marcata, tra desideri di diritti da parte di cittadini omosessuali e partiti istituzionali.
Fa male captare notizie di esilarante libertà, dalla Spagna zapateriana, da molti Paesi europei, dagli “States” dove il dibattito sui matrimoni tra persone dello stesso sesso è tornato a riguardare magistratura e lobby gay; l’apertura della ‘Royal Navy’ a gay e lesbiche con inserzioni e accordi con le associazioni omosessuali inglesi.
Fa male, perché in un Paese con quasi 5 milioni di omosessuali, non si dovrebbe provare invidia per quelle scelte di libertà: dovrebbero essere patrimonio anche della nostra sfortunata legislazione.
Ancora una volta, siamo chiamati al senso critico delle nostre scelte e, magari, ad un’autocritica seria per la frammentazione e le lacerazioni che avvolgono come un sudario i vari movimenti GLBT.
Crediamo folle, oggi, nelle condizioni in cui siamo come “finta” lobby gay italiana, parlare di partito omosessuale. Il nostro percorso, al momento, può avanzare con l’aiuto di partiti e singoli politici che possono garantirci risultati e amicizia.
Occorrono nuove strategie, forze, belligeranze usate altrove e non tra movimenti, ingenti capitali, meno acrimonia e più umiltà, programmi seri e diversificati, per iniziare a pensare di poter varcare palazzi istituzionali con un simbolo e un partito omosessuale.
Oggi, il gioco può realizzarsi con il peso del nostro voto verso coloro che parlano e attueranno le difese GLBT, il PACS, l’aiuto a gay e lesbiche con handicap, istituzione di registri di coppia, aiuti a chi è malato o a chi vive nella completa indigenza. Le Regioni, attualmente, possono fare questo e molto altro.
L’ottimo Giulio Maria Corbelli, nel suo articolo del 15 marzo, ha presentato ai lettori una pletora di donne e uomini, candidati provenienti dal movimento GLBT.
Nomi che appaiono trasversali a tutti i partiti, con l’intento comune di dialogare e far vivere meglio i cittadini omosessuali nelle italiche regioni. Ad esempio, in Lombardia, il nome di Marco Anselmo Juvenal, segretario di GayLib non può far solamente pensare alla cattolicità ‘made in Formigoni’, bensì ad un attivismo in favore dei diritti civili. Lo stesso accade per il generoso Aurelio Mancuso, segretario nazionale di Arcigay, anch’egli presente in Lombardia e Milano a sostegno di Sarfatti. I temi cari a Mancuso sono gli stessi per cui da anni si batte leoninamente l’intera Arcigay. E altri nomi, storie di persone generose che si spendono nel movimento omosessuale e che, se eletti, non solamente misureranno l’orgoglio e la forza della popolazione GLBT, ma faranno da termometro con i partiti e i parlamentari che guardano con curiosità e qualche avidità, al voto omosessuale.
Ecco allora perché: tutti al voto, tutti a sostenere le candidature di omosessuali e persone gayfriendly. Per noi tutti la partita per i diritti civili, fa un po’ il verso alla celebre commedia di De Filippo: gli esami non finiscono mai. Meglio: siamo in grado di ottenere diritti se saremo capaci di contarci anche col voto regionale, continuando, dopo qualche mese quando, saremo chiamati a deliberare sul referendum sulla procreazione assistita, per cancellare l’orrore di una legge iniqua e subalterna ai dettami clericali, una legge che ha cancellato il diritto alla maternità per le tante coppie di donne che ricorrevano alla PMA (Procreazione medicalmente assistita). Sì, gli esami non finiscono mai!
Una cosa dovremmo concederla a noi stessi, da qualunque parte stiamo: gli eletti dovranno per davvero trattare, in ogni Regione, quei temi di libertà e civiltà per cui sono stati sostenuti ed eletti dai cittadini omosessuali. Non si lascino trascinare da privilegi, giustamente sanciti, ma tornino ad esserne megafono per aiutare e sostenere associazioni e singoli cittadini GLBT; guardino come sempre alle aspirazioni delle coppie di fatto, dei single, delle donne; si battano contro ogni discriminazione, mobbing, violenza. Gli elettori saranno nuovamente al loro fianco, rinsaldando quel voto dato con speranza e generosità.
Allora: tutti al voto.
Tutti eletti!
 

Mario Cirrito - 1 Aprile 2005
[ Gaya - Cronisti senza Frontiere ]


[ indice archivio notizie ]

 

Aggiungi ClubClassic.net ai Preferiti Imposta ClubClassic.net come pagina iniziale