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TRA I 'PAPABILI' UN CARDINALE INDIANO ULTRA-OMOFOBO
 
Il cardinale Dias fece parlare di sé nel novembre 2003 quando parlando in vaticano definì "l'omosessualità una malattia dell'anima"


Roma, 5 apr. (Apcom) - Tra i possibili successori di Giovanni Paolo II qualche credito riscuotono due cardinali indiani. Entrambi nominati da Giovanni Paolo II come il defunto pontefice sono particolarmente conservatori in materia dottrinaria, cosa che potrebbe dargli qualche chance di essere eletti al soglio pontificio. I due "papabili" in questione sono l'arcivescovo di Bombay, Ivan Dias, 68 anni, e l'arcivescovo di Ranchi Telesphore Placidus Toppo, 65 anni. Oltre a loro al conclave parteciperà un terzo porporato indiano, il capo della chiesa siriaca di Malabar Varkey Vithayathil, 77 anni. Considerato un grande ammiratore di Giovanni Paolo II e una figura importante della diplomazia vaticana, il cardinale Dias fece parlare di sé nel novembre 2003 quando parlando in vaticano definì "l'omosessualità una malattia dell'anima" aggiungendo che gli omosessuali "dovrebbero essere curati per le loro tendenze non naturali". Poliglotta, parla correttamente 16 lingue, tra cui l'italiano, Dias era stato indicato come "papabile" anche dal settimanale "Business Week" in un articolo dal titolo "Perché il prossimo Papa sarà una sorpresa" in cui si ipotizza che il nuovo Pontefice potrebbe essere di un altro continente, Africa, Asia o America Latina. Gli altri nomi indicati erano Francis Arinze della Nigeria e Rodriguez Maradiaga dell'Honduras. Dopo aver studiato all'Università Laterana di Roma, Dias è stato ordinato nel 1958 a Bombay, sua città natale. Dopo pochi anni è ritornato a Roma alla segreteria di Stato al fianco di Paolo VI di cui è stato cappellano personale. Dal 1965 al 1973 ha iniziato la carriera diplomatica nelle Nunziature Apostoliche di diversi Paesi europei e africani. Quindi nel 1972 è ritornato alla Segreteria di Stato del Vaticano dove è stato a capo della sezione che si occupa dell'ex Unione Sovietica. Consacrato arcivescovo nel 1982 dal cardinale Agostino Casaroli, è stato poi Nunzio Apostolico in Corea e dal 1991 in Albania dove è rimasto come amministratore apostolico del Sud dell'Albania. Dal 1997 è ritornato nella "sua" Bombay e nel 2001 è stato elevato alla porpora cardinalizia. L'ultimo incarico prestigioso è stato quello di inviato speciale di Giovanni Paolo II per le celebrazioni a Tirana, in Albania, in occasione del decimo anniversario della visita papale che si sono tenute nell'aprile 2003. Il cardinale Toppo è un'altra figura controversa del clero indiano. Membro della tribù di Oraon, Toppo è stato duramente criticato dai gruppi radicali induisti che lo hanno accusato di aver favorito la conversione degli abitanti dei villaggi Oran e di altre zone povere del paese al cattolicesimo. Laureato in teologia presso l'università ponitificia Urbania di Roma il cardinale Toppo presiede la conferenza dei vescovi cattolici indiani e ha lavorato a lungo in due delle regioni più misere dell'India, lo stato del Bihar e quello dello Jharkhand.
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Virgilio Notizie - 05 Aprile 2005


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