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Avete avuto,
finalmente, il papa che vi siete meritati,
con il vostro silenzio, la vostra
acquiescenza, le vostre inutili speranze.
Il peggio del peggio, setacciato appositamente
per dare una bella botta ai gay che, in
tutto il mondo, stanno alzando pericolosamente
la testa dimenticando che, i bravi omosessuali
di una volta, avevano una sola
possibilità per risolvere i loro problemi:
diventare preti!
Oggi, pretendono di vivere liberamente, senza
traumi, senza manicomi, senza complessi di
colpa.
E vogliono perfino essere felici, sposarsi,
avere figli (horribile dictu!).
La chiesa ha capito che, in questo particolare
momento storico, i suoi nemici più pericolosi
e intransigenti si annidano proprio
all'interno della comunità gay, la stessa
dalla quale una volta (e quando ancora non si
chiamava "comunità"), pescavano la quasi
totalità del loro clero.
Più e più volte vi hanno spiegato (loro!)
la differenza tra "omosessuale" e "gay",
ma sembra che in pochi, tra di noi, abbiano
capito la lezione, anche perchè, purtroppo,
proprio tra di noi si annidano un bel po' di
collaborazionisti, cioè della peggior specie
di traditori.
E' un tradimento verso la propria identità
gay, lesbica, trans, bisex, essere gay e
cattolici, e non lo dice un insignificante
Massimo Consoli, ma la millenaria dottrina
della chiesa di Roma, suffragata da un numero
quasi
infinito di documenti confermati fino a ieri e
proprio dal bravo santo padre appena scomparso
e dal nuovo padre appena eletto.
E' un tradimento verso la propria comunità
varia, verso i nostri antenati, predecessori,
padri e madri arsi vivi, torturati con
spunzoni roventi infilati nell'ano, e con
modalità che solo menti malate potevano
immaginare
perchè amavano persone del proprio sesso,
dimenticare che hanno subito tutto ciò grazie
soltanto alla chiesa cristiana.
E' un tradimento verso se stessi, verso la
propria comunità e verso Dio, che ci ha fatto
il dono più straordinario che ci avrebbe mai
potuto fare, presentarsi alle elezioni come
gay e come cristiani, seminando confusione
all'interno della nostra comunità che ha
bisogno di punti di riferimento chiari e non
equivoci e soprattutto non di rappresentanti
politici che si sperticano nell'elogiare
l'operato di un papa del quale non ci si
azzarda minimamente a ricordare tutta la sua
perniciosa opera in funzione antigay.
Questo e' collaborazionismo!
Di Ratzinger mi limiterò a ricordare solo
questo episodio: Otto giorni dopo la
famigerata dichiarazione vaticana sulla "necessità
di discriminare gli omosessuali", il 26
luglio 1982, l'insegnante di religione
cattolica, Giorgio Andreotti, esponente
dell'Azione Cattolica a Modena, animatore di
tutte le attività della parrocchia, allenatore
dei giovani della zona, laureato in teologia,
uccise il suo amante, il seminarista Claudio
Costi, tentando poi il suicidio. Salvato in
tempo, dichiarerà che "schiacciato dai sensi
di colpa per aver offeso le leggi della Chiesa
e per essere diventato oggetto dell'anatema
lanciato dal cardinal Ratzinger, hanno deciso
di uccidersi insieme, così come insieme
avevano peccato" ("Paese Sera", 11 agosto
1992).
Lascio ad altri l'incarico di rintracciare
altre malefatte del genere, e soprattutto di
rievocare il suicidio di Alfredo Ormando.
Qui voglio sottolineare che, almeno per quel
che mi riguarda, il dono più straordinario che
Dio mi ha concesso, e' stato quello di farmi
gay, con tutta la straordinaria ricchezza di
amore universale che ne consegue e di furioso
odio verso il male e ciò che lo rappresenta.
Auguri.
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