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L'ultimo appello
che la Chiesa spagnola rivolge contro
l'approvazione definitiva della legge che
permette agli omosessuali di convolare a
nozze è diretto al re. Lo scrive il
quotidiano spagnolo El Mundo.
Secondo la Chiesa, re Juan Carlos I non
dovrebbe promulgare la legge sulle unioni gay
una volta che questa avrà superato
l'approvazione delle Cortes, il Parlamento
spagnolo.
Per motivare la sua richiesta, la
Conferenza episcopale allarga anche a re
Juan Carlos la richiesta di "una
opposizione chiara e incisiva" diretta a
tutti i cattolici del paese, contro le nozze
tra persone dello stesso sesso. "Quindi, se il
re è cattolico anche lui - afferma il
portavoce della Conferenza episcopale Josè
Antonio Martinez Camino - è influenzato dal
diritto e dovere di manifestare la
obiezione di coscienza di fronte ad una
legge radicalmente ingiusta che corrompe
l'istituzione del matriomonio".
Fonti della Chiesa hanno ricordato l'esempio
del re belga Balduino che nel 1990,
quando il parlamento del suo paese approvò la
legge sull'aborto, respinse di
approvarla e abdicò dopo 36 ore. Secondo
gli esperti di diritto costituzionale è però "legalmente
impossibile" che il re non promulghi la
legge, funzione stabilita dall'articolo 62
della Costituzione spagnola.
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