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Il grande corteo
è previsto per il 4 giugno a Milano,
l'obiettivo è semplice: «Vogliamo che il
Pacs sia legge». Un filo rosso unisce la
parata nazionale dell'orgoglio omosex alla
grande iniziativa che si è tenuta a Roma il 21
maggio, cioè il Pacsday, e alle
manifestazioni successive: Pride di Salerno
(24 - 26 giugno) e di Roma (2 luglio).
In mezzo, per tutti, il grande appuntamento
con il
referendum sulla procreazione assistita,
vissuto dalla comunità gay, lesbica e trans
come un test di prova del grado di laicità del
paese.
Questa la logica: se l'opinione pubblica è a
favore vuol dire che la maggioranza dei
cittadini quando si parla di riproduzione e di
convivenze guarda al rinnovamento. Molti i
banchetti a sostegno del referendum
organizzati dagli omosex, nonostante i quesiti
referendari non prendano in considerazione il
punto più delicato per la comunità lesbica e
gay, la parte della legge che vieta l'accesso
alle tecniche di riproduzione assistita per le
coppie omo (articolo 5, legge 40). In questo
gli omosex esplicitano la loro forza di
movimento contro le libertà negate e,
partecipando alle battaglie collettive,
tendono un ponte alla società intera, nella
convinzione che solo una società più libera
può essere una società per tutti (se ne
discute oggi a Roma, con Paola Concia e Titti
De Simone alle 19.30 in via degli Orti di
Trastevere 3). Di temi aperti a tutti -
emozioni, identità di genere, coppia e
psicologia, nuove famiglie - si parlerà dal
primo al 18 giugno al Parco Idroscalo di
Milano, nell'area «Le Village», collegata con
piazza San Babila da un servizio navetta, il
programma è fitto di appuntamenti ed è
consultabile collegandosi al sito
www.pridemilano.org . È il respiro lungo
di una manifestazione, che avrà il suo acme il
4 giugno, ma che ha diviso il consiglio
comunale: l'assessore Maiolo si è spesa per il
patrocinio, insieme a un drappello di
consiglieri Fi, e la sinistra schierata con
l'astensione della Margherita. La destra ha
detto no.
L'orgoglio gay non si ferma al Nord, ma giunge
a Salerno dove è tutto pronto per la «prima
volta» del Pride. Portavoce dell'iniziativa è
Pasquale Quaranta. Saranno tre giorni
di mostre, rappresentazioni teatrali,
presentazione di libri, dibattiti con i
rappresentati del movimento omosex, da Arcigay
all'Agedo (associazioni genitori e amici degli
omosex), da scrittori a giornalisti. Cultura
come risposta all'omofobia, a chi non vuole il
pluralismo, e usa anche l'aggressione. Il
programma, ricco, è consultabile sul sito:
www.salernopride.tk . E, per finire, la
Capitale: il Mario Mieli (
www.mariomieli.org ) in testa e le altre
associazioni romane il 2 luglio organizzano un
corteo per le vie della città, chiedendo, alla
fine di un mese che potrebbe essere di svolta,
il rispetto e la tutela delle unioni di fatto
per tutti.
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