|
GINEVRA - Gli
svizzeri aprono i confini all'Unione
Europea e dicono sì, con un'ampia
maggioranza, alle unioni omosessuali. Il
risultato dei referendum ai quali erano
chiamati i cittadini della confederazione
elvetica faranno discutere: il 54,6% degli
svizzeri ha approvato l'ingresso della
confederazione nell'area Schengen, cioè
l'accordo dell'Unione Europea sulla libera
circolazione delle persone. Con il 58% dei
sì è passata anche la legge che sancisce
le unioni civili tra coppie omosessuali
attraverso i "Pacs".
Si tratta di risultati inattesi, perché contro
l'ingresso nell'area Schengen c'era stata la
forte campagna del Partito popolare
svizzero (SVP) guidato dall'industriale
Christoph Blocher, attuale ministro della
giustizia. Era stato proprio l'Svp a
promuovere la raccolta delle 50.000 firme
necessarie ad indire la consultazione
popolare. Il voto di oggi porta la Svizzera un
passo più vicina all'Unione Europea e
conferma due dei più importanti accordi
bilaterali raggiunti tra Berna e Bruxelles,
dopo il no degli elettori elvetici
all'ingresso nell'Ue, sancito con un
referendum nel 1992.
Era insperata anche la larga vittoria del
sì per le unioni omosessuali; anche in
questo caso il referendum era stato promosso
dall'estrema destra e dai gruppi religiosi,
dopo che il parlamento confederale aveva
approvato la legge lo scorso anno.
Il risultato del referendum svizzero è stato
accolto con entusiasmo da Franco Grillini,
deputato Ds e presidente onorario di
Arcigay. "La straordinaria e clamorosa
vittoria in Svizzera sul referendum voluto
dalla destra clericale ed omofoba, contro le
Unioni Civili per le coppie omosessuali,
rappresenta un fatto storico perché è la prima
volta in Europa che una legge sulle coppie
gay, già approvata da un Parlamento, viene
sottoposta al giudizio popolare".
|