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ORGOGLIO E PREGIUDIZI
Alba Montori


Amore è una parola, solo una semplice breve e facilissima parola, ma penso che sia una delle più usate e ricorrenti in tutti i linguaggi di questa babele globale in cui ci si ritrova a con-vivere, tutti assieme in un modo o nell'altro. Ciascuno chiuso nella sua piccola e fragile bolla di certezze assolutamente incerte, ciascuna bolla a scontrarsi casualmente con le altre vaganti in giro, senza incontrarsi mai davvero, ma tutti alla ricerca della propria "felicità".
Parola a mio avviso troppo spesso abusata e violentata nei suoi significati, che non corrispondono in tutto e neanche in parte agli atti che vogliono esprimerla e rappresentarla in gesti e azioni, da quelle quotidiane e semplici a quelle più complesse e solenni.
Facile quindi parlar d'amore, meno facile, anzi difficilissimo in un mondo di gente che sostituisce all' amore altri concetti che nulla hanno a che vedere col rispetto che ne è il contrappunto.
Mi è capitato tante volte, troppe direi, nella mia vita di vedere persone che si affannano a dimostrare a me e ad altri il loro "amore" ed ogni volta ho provato un vago senso di sgomento commisto a ilarità oppure a enorme pena e imbarazzato disagio.
 
Avete mai visto quanto si affanna una persona che dice di amarvi a dimostrarti che ciò che tu desideri e di cui sei profondamente convinto è invece del tutto errato, come si profonde in consigli e istruzioni anche operative che devi assolutamente seguire se non vuoi incappare in tragedie epocali della tua esistenza ?
Come si dispiace quando dopo aver ascoltato pazientemente tutte le sue amorosissime istruzioni – per – non –sbagliare clamorosamente gli comunichi semplicemente che sei di tutt'altro avviso, ci hai già riflettuto e hai anche deciso di fare proprio quello che ti sconsiglia nel modo più assoluto!
E se non glie lo comunichi in modo molto fermo puoi giurarci che ricomincerà a sciorinarti tutte le sue argomentazioni, ma con una piccola aggiunta, ovvero il fatto che se tu non gli dai retta all'istante sicuramente dimostri a) di non apprezzare il suo amore - b) di avere una capacità di amore decisamente ridotta rispetto alla sua - c)di essere per giunta un po' stupida e presuntuosa.
Insomma si offende, si sente rifiutato e si arrabbia anche.
Rarissimamente viene sfiorato dal dubbio che se davvero si ama qualcuno l'unico modo che ha per dimostrarglielo è rispettarlo,con le sue scelte, le sue decisioni, anche, e perchè no, le sue stupidaggini, e non pretendere che sia come lui, ovvero sia diverso da lui e pensi e decida con la sua propria testa anziché con quella dell'innamorato.
Ho avuto molta gente (e ne ho conosciuta tantissima) nella mia vita che mi ha comunicato amore, pochissima che me lo ha dimostrato davvero nei fatti.
 
"Quando le leggi stabilite dalle scienze della natura entrano in conflitto con l'esperienza, sono loro a dover essere corrette e adattate" dice il filosofo Husserl.
L'amare fa parte o no di ciò che è sotto posto alle leggi della natura?
 
Sono convinta di si, è parte integrante della natura umana l'amare come l'odiare.
E i fatti degli ultimi giorni hanno mostrato nei più in questo paese una incapacità sostanziale di distinguere e quindi praticare l'amore, tantomeno di saperne esprimere le profonde valenze sociali in senso non solamente egoistico, fino a trasformarlo in vero autentico odio per ciò che si affermava di voler amare e proteggere.
Non solo, ma il capo della più potente (anche se non più numerosa) comunità religiosa del pianeta, la più presente nella nostra società civile e politica italiana, ha incitato tutti i suoi seguaci a peccare, in nome dell'amore, ovvero a non schierarsi ( ignavia) ed impedire così anche la possibilità di scelta di tutti quelli che volevano e hanno voluto scegliere, col loro cervello, il loro cuore, la loro dignità, il loro amore.
 
Le vie del signore sono infinite.
Così, come mi scrive "europe", "con grande soddisfazione della chiesa cattolica, che aveva invitato a disertare le urne, i referendum per l'abrogazione parziale della legge italiana sulla fecondazione assistita si sono risolti in un vero fallimento.
La percentuale dei votanti è stata del 25,9 per cento, ben lontana dal necessario 50 per cento più uno.
L'esito negativo è apparso evidente fin da domenica sera.
E di fronte all'ampiezza dell'astensione, i risultati dello scrutinio sono passati in secondo piano: la grande maggioranza dei votanti si è espressa a favore dell'abrogazione."
 
Ma in ultima analisi, democraticamente parlando, i numeri sono inequivocabili
Ha vinto una volta di più l'odio cieco contro l'amore.
Peccato per chi, istigato a non scegliere, per impedire a tutti di scegliere, non ha scelto.
Forse ci vorrà una bolla papale per emendarlo da questo peccato mortale... peccato di odio della vita, dell'intelligenza umana, della dignità della donna e dell'uomo, "dono divino"anch'esse.
 

di Alba Montori  - 22 giugno 2005
[ Gaya - Cronisti Senza Frontiere ]
 
 


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