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IL RACCONTO
Il grosso della folla di giovani è andato
direttamente al parco Nord senza
seguire il corteo. La soddisfazione degli
organizzatori: ce l'abbiamo fatta, è stata una
grande festa.
NON LI ha fermati la pioggia, la stanchezza,
il caldo, i chilometri percorsi e nemmeno
l'eccezionale consumo di ogni tipo di droga.
Alla fine erano in 100 mila. Il grande
rito collettivo della Street Rave Parade
si è consumato nella notte al Parco Nord.
A decine di migliaia si sono aggiunti al
corteo dei disco-tir lungo il percorso. Folla
oceanica, insomma, e gli organizzatori hanno
centrato le previsioni. Nessun incidente di
rilievo, una notte di superlavoro per il
centralino di Bologna Soccorso (100 interventi
sul campo, 25 persone portate all'ospedale e
dimesse ieri mattina, per malori da caldo,
collassi, abuso di "sostanze" e per qualche
caduta dai camion) e una notte insonne per
mezza città. Impossibile chiudere occhio nelle
case a ridosso dei viali di circonvallazione
fra porta Lame (dove il primo carro della
Street è arrivato verso le 23) e nella zona
del Parco Nord. Proteste a non finire. E in
via Romita, lungo il perimetro del parco,
traffico bloccato da un muro di auto e
furgoni. Quasi impossibile entrare e anche
uscire dal campeggio Città di Bologna. Il
popolo del Rave, non sapendo dove
parcheggiare, ha rimosso le transenne
all'ingresso della strada e ha abbandonato i
mezzi sotto gli alberi.
IL NOCCIOLO duro dei ravers se n'è andato solo
ieri pomeriggio, verso le 18, dopo aver
ballato sotto i disco-tir per 12 ore
consecutive, consentendo così ai mezzi di
Hera di ripulire l'area da montagne di
rifiuti. Tornati alla normalità già in
mattinata i giardini Margherita, da
dove il corteo s'era messo in moto sotto un
violento acquazzone la sera prima alle 20.
Una grande "festa" all'insegna dell'eccesso,
nel segno dell'antiproibizionismo.
Tantissimi gli interventi delle unità di
strada delle Ausl di Bologna e Parma. Non sono
mancati gli intoppi, però. E' successo
nella notte, quando il carro dell'Arci Gay,
il numero 6 della carovana di 27 tir,
raggiunto l'incrocio Pietramellara-Don Minzoni
davanti alla sede della Salara ha dato
vita ad una straordinaria festa di strada.
Per un'ora e mezzo la "disco" su ruote
non si è mossa, bloccando tutto il corteo,
nonostante gli uomini del servizio d'ordine
della questura e i carabinieri cercassero di
"trainare" la testa della manifestazione verso
il parco Nord, nel tentativo di ridurre i
disagi ai residenti e agli automobilisti.
Erano almeno 500, davanti alla Salara. Tanti.
Al punto che per qualche istante, poco prima
di mezzanotte, è diventato impossibile
usare i cellulari per l'intasamento della
cella di zona causato dal fiume di chiamate e
sms. Verso l'una il primo camion ha
affrontato la salita del ponte di Stalingrado
e le forze dell'ordine hanno tirato un sospiro
di sollievo. Ma il fiume di gente e camion ha
varcato i cancelli del Parco Nord solo due ore
dopo. Tappezzati di scritte i palazzi lungo
tutto il percorso, qualche rissa (ieri a
mezzogiorno due ragazzi si sono affrontati
nella polvere vicino all'arena centrale
brandendo un coltello e se ne sono andati col
viso coperto di sangue senza che le forze
dell'ordine ne venissero a conoscenza) e notte
da incubo per chi ha cercato di spostarsi in
macchina da una parte all'altra della città.
Fra due e tre ore il tempo necessario alla
Street per sfilare dalla testa alla coda, e in
questo intervallo tutte la radiali di accesso
ai viali si sono intasate. Disagi in
particolare nella zona della stazione
ferroviaria, soprattutto in via Carracci per
il percorso tortuoso causato dal cantiere
dell'Alta Velocità. Nel pomeriggio migliaia di
persone a piedi lungo via Stalingrado, in
marcia verso la stazione, e ingorghi in
tangenziale. "Ce l'abbiamo fatta, è stata
una grande festa. La nostra", esultano gli
organizzatori il giorno dopo. Ma forse l'altra
metà di Bologna non la pensa nello stesso
modo.
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