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“La Spagna
oggi non ha approvato il ‘matrimonio gay,
ma ha liberato il matrimonio da vincoli
discriminanti e antistorici, trasformando il
matrimonio eterosessuale nel matrimonio di
tutti, dandogli nuove ali per volare verso il
futuro”. É questo il commento del presidente
nazionale di Arcigay, Sergio Lo Giudice,
alla notizia dell’approvazione definitiva
della legge voluta in Spagna dal premier
José Louìs Zapatero.
“La Spagna, da sempre nostra sorella, ancora
una volta nella storia ci indica la strada –
prosegue Lo Giudice -. Questa è la Spagna
della resistenza al franchismo, dei canti di
libertà di Federico Garcia Lorca, della
denuncia di Picasso della violenza dell’uomo
sull’uomo.
“La nuova legge ristabilisce la piena
uguaglianza di dignità e diritti riconosciuta
a tutti i cittadini dalle Costituzioni degli
stati democratici moderni; estende diritti,
senza toglierne ad alcuno. Le famiglie
omosessuali non saranno di alcun danno alle
famiglie eterosessuali, come il diritto di
voto delle donne non è di danno a quello degli
uomini, la fine della chiavitù dei neri, non è
stata di danno alla libertà dei bianchi”.
Una delegazione di Arcigay, guidata dal
presidente nazionale e dal responsabile esteri
Renato Sabbadini, sfilerà alla testa del
corteo del grande Gay pride spagnolo
previsto tra due giorni, sabato 2 luglio, a
Madrid.
In Italia le organizzazioni omosessuali non
chiedono il matrimonio, ma il riconoscimento
giuridico tramite l’introduzione del nuovo
istituto del Pacs,
Patto civile di solidarietà, aperto anche alle
coppie gay e lesbiche, che regoli diritti e
doveri reciproci quali l’assistenza
ospedaliera, la successione, le condizioni
fiscali e patrimoniali.
Si tratta di garantire a due persone che
scelgano di condividere una parte importante
della propria vita una serie di responsabilità
e diritti reciproci: assistersi liberamente in
ospedale in caso di malattia, prendere
decisioni importanti sulla salute del partner
in caso di sua incapacità, ereditare
reciprocamente senza gli svantaggi di un
testamento, ricevere la pensione di
reversibilità, essere tutelati in caso di
separazione, godere
della miriade di diritti e agevolazioni
concesse alle coppie eterosessuali sposate.
In Europa salgono a 15, con il voto
spagnolo, gli stati che riconoscono già, in
forme diverse, le unioni dello stesso sesso:
Danimarca, Norvegia, Islanda, Svezia, Olanda,
Belgio, Lussemburgo, Finlandia, Ungheria,
Francia, Gran Bretagna, Germania, Slovenia,
Spagna, Portogallo. Tra questi Olanda, Belgio
e Spagna hanno esteso il matrimonio vero e
proprio alle coppie del medesimo sesso.
Nell’America del Nord il Canada ha approvato
ieri l’estensione del matrimonio alle coppie
dello stesso sesso, così come fa da tempo lo
stato americano del Massachusetts. Altri due
stati Usa, quelli del Vermont e del
Connecticut si sono invece dotati di leggi che
riconoscono altrimenti le unioni omosessuali.
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