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Carissimo Franco,
apprendo dalle colonne di un quotidiano
nazionale di aver provocato “delusione” tra
quanti, nell’Arcigay, si attendevano uno
specifico riferimento ai PACS già nel breve
testo che riassume solo le linee generali del
mio programma per le primarie. Voglio perciò
rassicurare te e quanti, eventualmente,
avessero condiviso un sentimento di tal
genere.
Da parte mia, come tu stesso ricordi, il
problema non è stato affatto cestinato. Ma, al
contrario, troverà certamente soluzione nel
programma finale dell’Unione.
Come ho detto più volte nei mesi scorsi, e
come sai, condivido con gli altri leader dei
partiti dell’Unione l’ipotesi di una proposta
universalistica che affronti, regolamenti e
risolva il tema dei diritti delle coppie di
fatto basate su un vincolo diverso da quello
del matrimonio. Una proposta avanzata già in
Parlamento da 161 parlamentari dell’Unione e
che trova la mia condivisione.
Con molta amicizia,
Romano Prodi (Bologna, 9 settembre 2005 )
La lettera che Romano Prodi mi indirizza
contiene due punti molto importanti che
segnano per il movimento dei diritti civili e
gay e lesbico italiano un discrimine
importante. Per prima cosa Prodi dice che la
proposta del Pacs sarà a pieno titolo nel
programma dell’Unione e ciò mette fine una
volta per tutte ai timori che da più parti
erano stati sollevati, anche giustamente,
sulla politica e sul programma dell’Unione
stessa in materia di diritti di libertà e di
riconoscimento delle nuove famiglie in campo
giuridico. Vale la pena ricordare che proprio
l’assenza dal programma della coalizione di
centrosinistra aveva autorizzato una parte del
centrosinistra stesso a porre il veto nella
13^ legislatura a qualsiasi provvedimento
volto a riconoscere i diritti delle coppie
conviventi, comprese quelle dello stesso
sesso. Ora questo ostacolo viene
definitivamente rimosso da Romano Prodi con un
impegno esplicito e vincolante per tutta la
coalizione.
Il secondo punto rilevante della lettera di
Prodi è la condivisione del progetto di legge
di cui sono il primo firmatario e che è stata
sottoscritta da 161 parlamentari dell’Unione,
progetto attualmente in discussione presso la
Commissione Giustizia della Camera dei
Deputati.
Ora, è del tutto evidente che, mentre nel
centrosinistra c’è una proposta chiara su
questo tema, persino nel centrodestra c’è chi
si interroga sull’opportunità di approvare una
normativa sulle coppie di fatto comprese
quelle dello stesso sesso. Ciò che si profila,
quindi, è un’ampia maggioranza trasversale
capace, nella prossima legislatura, che ci
auguriamo sia del centrosinistra, di approvare
rapidamente ed entro il 2006 la proposta sul
Patto Civile di Solidarietà. Proprio per
questo i militanti glbt che fanno riferimento
al centrosinistra possono partecipare prima
alle primarie e scegliere con cognizione di
causa il candidato premier molti dei quali si
sono pronunciati sulle questioni poste
dall’Arcigay e dal movimento nel suo
complesso; quindi possono valutare, e qui mi
rivolgo a tutti, se è opportuno sostenere alle
prossime elezioni quei partiti e quei
candidati che esplicitamente sostengono
obiettivi e istanze del nostro movimento. A
partire ovviamente dal candidato premier.
Prodi lo ha fatto, e positivamente, come si
evince dalla lettera che pubblichiamo in
esclusiva su Gaynews, e lo ringraziamo di
cuore. Sta ad ognuno di noi far pesare nelle
primarie del centrosinistra prima e nell’urna
delle elezioni politiche poi quel voto glbt
che può e deve essere orientato per far
vincere le nostre idee e le nostre battaglie
che sono universalistiche e di libertà.
Franco Grillini
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