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Il governo
spagnolo ha risposto alle critiche
implicite del Papa al
ridimensionamento dell'insegnamento
della religione nella riforma scolastica
e al matrimonio omosessuale,
affermando che l'esecutivo socialista
"non può occuparsi più del catechismo
che del programma" e che "governa per
tutti i cittadini e non domanda prima
quale sia la loro condizione". Il
portavoce della Moncloa, Fernando
Moraleda, citato dai media, rispondendo
alle osservazioni di sabato di Benedetto
XVI durante la cerimonia delle
credenziali del nuovo ambasciatore
spagnolo in Vaticano, ha ribadito che la
Spagna "è uno Stato aconfessionale". E
"come non imporrà mai ai cittadini una
guerra che non desiderano", così "mai
imporrà l'insegnamento della religione
ai bambini che non lo vogliano". Perché,
ha spiegato Moraleda, quello di Jose
Luis Rodriguez Zapatero "è un
governo dei cittadini".
Riferendosi ai matrimoni omosessuali,
il portavoce ha detto che Madrid non può
consentire che "a causa del suo
orientamento sessuale una persona soffra
di una riduzione dei propri diritti".
Sul finanziamento della Chiesa,
Moraleda ha detto che quest'ultima "deve
trovare meccanismi di autofinanziamento"
e che "non ha senso" che lo Stato,
essendo per costituzione "aconfessionale",
continui a finanziarla . Ed ha ricordato
che si sta discutendo con la Chiesa tale
problema. Lo scontro Vaticano-Spagna
è nato dal nuovo "no" del Papa alle
unioni che "soppiantano o offuscano" la
famiglia fondata sul matrimonio. Un
nuovo monito in difesa della vita "dal
concepimento alla morte naturale". Un
nuovo richiamo sul diritto dei genitori
a educare i figli secondo le proprie
convinzioni religiose. Queste
sottolineature, Benedetto XVI le aveva
consegnate venerdì nelle mani del nuovo
ambasciatore spagnolo presso la Santa
Sede. Il Pontefice aveva riaffermato che
si tratta di confini non valicabili i
temi come le unioni di fatto (per non
parlare dei matrimoni gay leciti in
Spagna) e la manipolazione della
vita."La Chiesa proclama senza riserve
il diritto primordiale alla vita, dal
concepimento alla morte naturale, il
diritto a nascere, a formare e a vivere
in una famiglia", ha ribadito Benedetto
XVI all'ambasciatore Francisco Vazquez
Vazquez. E l'accento speciale sulla
famiglia comprende il fatto che essa non
può essere "soppiantata o offuscata da
altre forme o istituzioni diverse".Ricordando
quindi la sua partecipazione al prossimo
Incontro Mondiale delle Famiglie, a
Valencia in luglio, ha auspicato che
l'occasione gli dia "l'opportunità di
celebrare la bellezza e la fecondità
della famiglia fondata sul matrimonio,
la sua altissima vocazione e il suo
imprescindibile valore sociale".
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