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IL 65 % DEGLI ITALIANI è FAVOREVOLE ALLE UNIONI CIVILI   

Il dato, da un sondaggio Eurisko, è stato reso noto dalla Chiesa Valdese


La laicità degli italiani
Presentati a Roma i risultati di una ricerca EURISKO commissionata dalla Chiesa valdese
 
La moderatora Maria Bonafede: "Ora il governo dovrà prendere atto di questi dati"
 
 
Roma, 24 maggio 2006 (NEV- CS28) – Sì alle coppie di fatto, sì ad un'"ora delle religioni" nei programmi scolastici, sì all'eutanasia. I dati della terza ricerca Eurisko commissionata dalla Chiesa valdese parlano chiaro: gli italiani sembrano essere più secolarizzati e laici di quanto comunemente si supponga.
 
I dati resi pubblici nel corso di una conferenza stampa svoltasi stamattina alla sede Eurisko di Roma, sono stati presentati dalla moderatora della Tavola valdese la pastora Maria Bonafede e da Paolo Naso, coordinatore della Campagna 8 per mille delle chiese valdesi e metodiste.
 
"In Italia la gente sceglie e decide liberamente cosa credere e come credere. E' bello rendersi conto del fatto che in fondo gli italiani hanno voglia di convivenza pacifica e di dialogo. Dicono no ai ghetti, e sì alla presenza della diversità e della spiritualità degli altri" ha commentato la moderatora nel corso della conferenza stampa.
 
Dalla ricerca emerge che il 70% degli italiani è molto o abbastanza favorevole all'attivazione di un insegnamento di "Storia delle religioni" in chiave laica e aconfessionale. Non vede invece di buon occhio la moltiplicazione degli insegnamenti confessionali: solo il 46% è favorevole all'estensione di un'ora di insegnamento anche alle altre fedi. In linea generale gli italiani si dicono interessati al "fatto religioso", tant'è che sono desiderosi di saperne di più: il 59% gradirebbe più spazio per le "altre religioni" sui media. Il 65% è favorevole al riconoscimento giuridico delle coppie di fatto. Il 67% afferma di "cercare di capire le indicazioni della Chiesa cattolica" su materie di ordine sociale e politico, ma alla fine "agisce secondo la propria coscienza". Il 67% è favorevole a qualche forma di eutanasia (il 45% solo su espressa indicazione del paziente; il 24%, accertata l'impossibilità di decidere ed esprimersi del paziente anche su indicazione dei parenti).
 
"Prese di posizione che sorprendono, specialmente se si considera che l'82% del campione si dichiara cattolico" ha affermato Paolo Naso. Tra chi va a messa tutte le settimane, e quindi può essere considerato cattolico praticante, i favorevoli alle coppie di fatto sono sempre più della metà: il 53%. Inoltre, tra i praticanti, il 53% non esclude a priori la possibilità di ammettere l'eutanasia. "In generale nel nostro paese – e in particolare nell'opinione di molti politici - si assume ancora che il tema sia immaturo, se non tabù. I dati dimostrano che non è così. Vi è un'apertura, una disponibilità alla riflessione. Evidentemente i 'cattolici adulti' sono più numerosi di quanto comunemente si crede" ha dichiarato Naso. E' vero che la messa domenicale è sempre più disattesa: il trend da anni è calante, eppure gli italiani non per questo non pregano: l'83% del campione dice di farlo, di questi il 34% lo fa tutti i giorni.
 
"E' importante che il nuovo governo ora prenda atto di questi dati - ha dichiarato Bonafede -. In materia di coppie di fatto, per esempio, la gente ha capito serenamente che nella realtà sociale esiste una pluralità di forme famigliari che necessitano di norme che ne tutelino i diritti. Verrebbe da dire: cari politici, fate qualcosa di laico!".
 
La presentazione della ricerca è stata fatta nel quadro della campagna 8 per mille della Tavola valdese (Unione chiese valdesi e metodiste).
 

Gaynews.it - 24 Maggio 2006


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